“La guerra degli Scipioni” – Luca Rachetta

Che il titolo non spaventi. Si legge “Scipioni” in copertina e la mente corre ai ricordi scolastici – e universitari, per gli umanisti – di un Circolo che rappresentava innovatività in campo culturale nella Roma del II secolo a.C. Si legge anche “guerra” e si immagina un antagonista Censore che difende i valori consolidati e si oppone alle novità ellenistiche, con atteggiamento retrogrado. La guerra degli Scipioni di Luca Rachetta potrebbe rappresentare la versione contemporanea di uno scontro di valori inconciliabili.

I tre fratelli protagonisti – il professore, il misantropo e il nevrotico sentimentale, come esplicitato dal sottotitolo – sono, in effetti, in lotta con tre aspetti della contemporaneità.

Un professore liceale, Giovanni, è spiazzato dal sistema scolastico freddamente attento alle normative e che si deve confrontare con una concezione aziendale dell’insegnamento. Nella scuola in cui lavora è a proprio agio il collega di francese, abile a sottrarsi ai numerosi impegni che prende per guadagnare il più possibile, manifestando poi una “ubiquità al contrario: non in più posto contemporaneamente, ma in nessun posto… e basta!”. La struttura scolastica è presentata al rientro dalle ferie con una curiosa “rassegna degli eroi”, come da modello epico, salvo presentare un desolante catalogo antieroico.

È misantropo il maggiore degli Scipioni, Antonio, che, vittima di una di quelle lucidità eccessive che sconfinano nella pazzia, pretende un Certificato che comprovi la propria superiorità morale di Lavoratore Corretto (non di quelli, come i suoi colleghi, che lasciano la scrivania per andare a fare la spesa).

Fratello minore, Paolo è un “nevrotico sentimentale”, etichetta che cela la comunissima condizione di chi si ponga domande sulla propria relazione matrimoniale, arrivata ad un punto di stallo.

Nessuna delle tre rivendicazioni, ad un esame più attento, si rivela eccessiva: i tre protagonisti sono alla ricerca di autenticità, di un recupero delle funzioni originarie per cui le istituzioni erano nate: l’insegnamento disinteressato, la responsabilità lavorativa e la felicità matrimoniale. La risoluzione delle tre, intrecciate vicende, è… (<– immaginate una risposta, e fortunati voi se ne avete una)

Carlotta Susca

Luca Rachetta, La guerra degli Scipioni. Il professore, il misantropo e il nevrotico sentimentale, L’Autore Libri Firenze, 75 pagg., 7,60 euro

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