“Venerdì 12 – Omnibus” – Leonardo Ortolani

Venerdì 12 Omnibus è la raccolta completa delle storie di Venerdì 12, apparse a puntate sulle pagine di «Rat-Man» e del mensile «L’isola che non c’è» fra il maggio 1996 e il dicembre 2005. Pubblicato nel febbraio 2008, il volume è diviso in quattro tronconi (Le origini, La solitudine, Il risveglio, La conclusione), ognuno dei quali suddiviso in mini-episodi dalla lunghezza variabile.

Attraverso una maledizione che viene da un carillon, l’amore infelice di Aldo per la bellissima e spregiudicata Bedelia si trasforma in deformità fisica. Accompagnato dal suo servitore Giuda – un personaggio bugiardo, infido e di cattivo gusto – il novello Belfagor tenterà di dimenticare Bedelia e di tornare umano, cosa che può accadere solo incontrando una donna che lo ami davvero (impresa difficile, viste le sue fattezze ributtanti e l’ossessione per la sua ex) o versando il sangue di una vergine (ricerca non meno ardua). Dopo una serie di catastrofici eventi – durante i quali sarà accompagnato da figure improbabili, come il già citato Giuda (fedele solo al detto “nomen omen”) e donne di rara bruttezza, sia fisica che morale – “padrune” Aldo proverà a tornare insieme a Bedelia per scoprire che non è quello che desidera realmente e riuscendo a rompere l’incantesimo grazie all’amore, finalmente corrisposto, per Dulcistella, sua dolce e saggia vicina di casa.

La storia narrata nelle pagine di quella che è ritenuta, da critica e pubblico, l’opera più bella e completa di Leo Ortolani, è meno strampalata di quanto sembri leggendone la trama: Ortolani è capace di trattare anche con un certo tatto i temi dell’amore, dell’abbandono, dell’ossessione e del suo superamento.

In un serrato inseguirsi di gag scatologiche, humor nero, comicità esilarante e situazioni che parlano dell’amore materialista o platonico, Leo Ortolani offre al lettore la sua consueta dose di citazioni cinematografiche: se il nome di Bedelia è preso in prestito dal film Creepshow del 1982 diretto da George A. Romero, il personaggio del servo Giuda è ispirato a Igor di Frankenstein Junior e la maschera indossata da Aldo fino al titolo, Venerdì 12, tradiscono la volontà di omaggiare la pellicola di Sean S. Cunningham, un classico del genere slasher.

Il tratto è quello cui l’autore pisano ha abituato i suoi lettori, semplice ma in grado di evidenziare l’essenza grottesca e ridicola della narrazione; il disegno, che è già di per sé caricatura, e fa scorrere le oltre 300 pagine del volume con una fluidità sorprendente.

Angela Pansini

Leonardo Ortolani, Venerdì 12 – Omnibus, Panini Comics, 336 pp., 9,00 euro

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.