“Una ballata del mare salato” – Hugo Pratt

Era il 1967 quando in Italia nasceva la rivista a fumetti Sgt Kirk, sulle cui pagine è chiamato a lavorare un disegnatore veneziano già noto in Argentina: Hugo Pratt. Sul primo numero comparve, a puntate, l’inedito Una ballata del mare salato.

Nel novembre 1913, nei Mari del Sud, agli ordini di un misterioso personaggio chiamato il Monaco, Corto Maltese – marinaio gitano, figura archetipica dell’avventuriero solitario e disincantato, sempre in cerca di un’altra isola – e Rasputin – un criminale russo – assaltano navi mercantili per impossessarsi del carbone che trasportano e rivenderlo alla marina tedesca. In parallelo si dipana la vicenda dei giovani naufraghi Pandora e Cain e dell’idealista tenente Slutter in missione per conto dell’esercito germanico. I destini di questi personaggi si incroceranno in un’intricata tela, sullo sfondo di un mondo che si prepara alla Grande Guerra, ma in cui sembrano sopravvivere gli ideali romantici dell’Ottocento.

Una ballata del mare salato è, senza ombra di dubbio, un capolavoro assoluto. Considerata il primo esempio italiano di letteratura disegnata, ha inaugurato un nuovo modo di narrare da parte della Nona Arte, con un fumetto più riflessivo, letterario appunto, in cui vicende dal ritmo moderno si svolgono in ambienti dal sapore esotico, specchio di quell’utopistica voglia di libertà che caratterizzava gli anni in cui è stata realizzata l’opera.

La Ballata è stata concepita da Pratt come il prodotto di un movimento sincronico della creazione artistica: «Il mio disegno cerca di essere una scrittura. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni», ha affermato l’autore.

Se è vero che anche il critico più raffinato può avere difficoltà nel districarsi tra i molteplici livelli di lettura di questo fumetto, è impossibile non rimanere colpiti dalla bellezza dei disegni. Sebbene lo stile figurativo, rispetto ai lavori successivi, sia per certi versi ancora embrionale, si scorge già la grandezza di Hugo Pratt nelle profonde campiture dei paesaggi e nell’impressionante ricerca grafica sui costumi d’epoca, sulle divise, sulle culture aborigene.

L’efficacia dei testi ricchi di battute ad effetto e l’appassionante finezza della trama, poi, rendono chiari i riferimenti letterari ad autori come Conrad, London, Stevenson, Kipling, Salgari, Shelley e Byron.

Non a caso Umberto Eco ha detto: «Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese».

Angela Pansini

Hugo Pratt, Una ballata del mare salato, Rizzoli Lizard, tavv. 255, 14 euro

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.