“Le luci nelle case degli altri” – Chiara Gamberale

Non ha barriere né confini, è grande come l’universo, duro come la pietra, non si può catturare né abbracciare, è senza tempo e senza fine: l’amore incondizionato che una madre prova per sua figlia e una figlia per sua madre. Mamma. Mamma mamma mamma. Mandorla ripete questa parolina un’infinità di volte, il giorno del funerale di Maria, sua madre. Ha sei anni e in eredità solo una lettera.

Una lettera che sconvolge le vite dei condomini di via Grotta Perfetta 315: cinque famiglie, le cui esistenze sono apparentemente brillanti, le cui case piene di luci. In quella lettera Maria, adorata da tutti in quel condominio per la sua freschezza e gioia di vivere, rivela che la piccola Mandorla è stata concepita una sera di marzo nell’ex lavatoio del sesto piano del palazzo di cui lei è amministratrice, proprio con uno dei condomini, forse per noia forse per curiosità.

Sarà Samuele, il padre, o Lorenzo? Paolo o, ancora, l’ingegner Barilla? Ma, soprattutto: che fine farà, adesso, Mandorla, che non ha più nessuno al mondo? Le famiglie del palazzo in via Grotta Perfetta non hanno il coraggio di affrontare la verità (troppo scomoda), e allora di comune accordo decidono di ‘adottare’ tutte insieme Mandorla, anche in memoria di quell’affetto che legava tutti, in quel condominio, a Maria.

Comincia così questa favola. Comincia con la convinzione che nelle case degli altri ci siano solo luci: e invece no, non è detto, perché viviamo tutti all’oscuro di qualcosa che ci riguarda. Mandorla lo intuisce passando dal primo piano al secondo, e via via fino all’ultimo. E ogni volta che cambia famiglia cresce, pur rimanendo sempre se stessa: una ragazzina un po’ strana, sempre così diversa dagli ADME (gli Altri Della Mia Età). Scopre il segreto di Tina, la zitella del palazzo; avverte lo strano rapporto di coppia fra Caterina, avvocatessa forte e dalle idee chiare, e Samuele, uomo inconcludente e debole; partecipa ai gay pride di Paolo e Michelangelo e comprende le dinamiche del loro rapporto di coppia; si tuffa nei fiumi di parole di Lidia e Lorenzo; impara che anche in una famiglia perfetta come quella Barilla ci sono delle ombre.

Eppure Mandorla finisce in carcere: qualcosa è andato storto? Forse che avere troppe famiglie significa non averne nessuna? È davvero sicura, Mandorla, di voler conoscere adesso l’identità di suo padre?

Lo stile di Chiara Gamberale è fresco, colloquiale; con dolcezza l’autrice ci conduce in questa favola moderna, che non è solo di Mandorla, ma anche di tutti i condomini di via Grotta Perfetta 315, le cui storie si presentano al lettore sotto forma di flashback. E, per dirla tutta, le vite di cui l’autrice ci parla con semplicità ma allo stesso tempo forte ardore sono uno spunto per riflettere sulla famiglia che è toccata a ciascuno di noi e per concludere che sì, pur avendo tanti, forse troppo difetti, non si può prescindere dalle proprie origini, né si può fare a meno di avvertire sempre (a 5, 20, 80 anni) quel filo invisibile e indissolubile che ci lega alla nostra famiglia.

Angela Liuzzi

Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri, Mondadori, settembre 2010, euro 20,00

1 Discussion on ““Le luci nelle case degli altri” – Chiara Gamberale”

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.