“La trilogia di Magdeburg” di Alan D. Altieri

Fantasy? Romanzo storico? Thriller? Gotico? La trilogia di Magdeburg è al tempo stesso tutte queste cose e nessuna di esse. E dopo aver letto tutti e tre i volumi, ancora non riesco ad esprimere un giudizio definitivo su Altieri. Questa saga è un monumentale affresco, scritto con un linguaggio di grande forza evocativa, una vera sfida per l’Autore e per il lettore. Indubbiamente, al di là di ogni considerazione di gusto personale, Magdeburg mi ha colpito molto per il suo stile originale e quasi epico.

In effetti, proprio lo stile è l’ostacolo più grande da affrontare quando ci si accinge a leggere questo romanzo. Altieri scrive in un modo essenziale, secco e molto, molto personale. Mi ci sono volute un centinaio di pagine per abituarmi alle frasi brevi, alle ridondanze e alle crudezze, stilistiche e non.

L’Autore è anche sceneggiatore cinematografico e questo traspare in ogni passaggio: carrellate, primi piani e dissolvenze si alternano come in un film, inchiodando alla pagina il lettore/spettatore.

La trama non da respiro, i riferimenti storici sono frutto di accurate ricerche e i personaggi emergono maestosi dal caos in cui il mondo in cui vivono è precipitato. A fare da sfondo al romanzo è la Guerra dei Trent’Anni, ma potrebbe essere qualunque guerra: crudele, infinita, portatrice di tenebre e morte. E l’Autore è molto abile a dosare e mescolare gli ingredienti. Intrighi, duelli, fede, eresia precipitano il lettore in una cupa e verosimile Europa del XVII secolo, in un’ambientazione accuratamente documentata, dove l’essere umano è rappresentato nei suoi risvolti più oscuri, figlio di un’epoca in cui, come Altieri stesso ricorda, “la tenebra dominò il mondo, la follia fanatica pervase la coscienza e il sonno della ragione generò mostri”.

Il mistero del letale eppure umanissimo eretico, il “viandante in nero”, attraversa tutti e tre i romanzi, mentre una folla di personaggi memorabili ed eterogenei si unisce al suo cammino con uno scopo comune: contrastare il folle sogno di Reinhardt Von Dekken. A questo proposito, vi assicuro che Dekken è uno dei cattivi più spregevoli che mi sia mai capitato di incontrare nelle mie letture.

I destini si incrociano, dunque, e ciò che ha avuto inizio non può essere fermato: sarà a Magdeburg che tutto si concluderà, in un’Apocalisse annunciata che vedrà ciascuno trovare il suo fato.

Da leggere.

Monica Serra

Alan D. Altieri, L’Eretico, La Furia Il Demone, ed. TEA, € 10

6 Discussions on
““La trilogia di Magdeburg” di Alan D. Altieri”
  • Uno dei peggiori libri che si potevano scrivere (ma da altieri, già pessimo traduttore di suo, non c’era da attendersi qualcosa di diverso), traboccante di errori di ogni genere.
    Lo stile “personale” è quanto di più sgrammaticato possa esistere, del genre che qualunque maestra o insegnante avrebbe strappato in faccia allo scolaro; le vantate “approfondite ricerche storiche” sono inesistenti, in compenso emergono a tutt’andare strafalcioni (per non usare termini più crudi) ed invenzioni nate da qualche folle idea dell’autore: dai Livoni (baltici) che parlano spagnolo a nobili che discutono della Germania in termini usati dai filosofi del XIX secolo (Kant e Fichte), ad armi mai inventate (la daikatana); i personaggi sono statici, privi di evoluzione, e la trama è scontata fin dall’inizio – con cadute di stile e scadimenti nel ridicolo che contribuiscono ad abbassare ulteriormente il livello. Il mistero non esiste: chi sia Wulfgar è evidente alla seconda pagina che lo riguarda, quale sia il suo rapporto con von Dekken anche.
    Da leggere…solo se volete buttare il tempo e i soldi per comperare un lbiro inutile.

    • Caro Denis, dai tuoi commenti sembra che tu cercassi un libro di testo di storia. Bè,hai sbagliato. è un romanzo. Quindi un pò meno arroganza e un pò più di attenzione ai libri che scegli.

  • Ciao Denis. In effetti, anche io fui disturbata, alla prima lettura di questi romanzi, e nella recensione l’ho anche detto. Resta però il fatto che dopo tanto tempo che l’ho letto, molte cose di Magdeburg mi siano rimaste impresse, e questo probabilmente ne fa un libro migliore di quanto sembri. Inoltre, non ha la pretesa di essere un romanzo storico. Altieri dice di aver studiato molto il periodo, ma anche di averlo piegato alle esigenze narrative della vicenda, che tutto è – appunto – tranne che un romanzo storico (tant’è che ho usato la parola “verosimile”). Capisco che possa non esserti piaciuto, perchè i gusti di un lettore sono soggettivi e – fortunatamente – diversi da persona a persona. Ma devo confessarti che i toni da te usati in alcuni punti mi sono parsi eccessivi. Non ti piace Altieri? Non leggerlo.

    • Migliore di quanto sembri? Sì, per accendere il fuoco!
      Dice di aver studiato il periodo storico…e poi ci trovi errori che qualunque studentello eviterebbe con una semplice lettura di un manuale i scuola.
      Verosimile? Forse alle sue fantasie.
      Non leggerlo? L’ho fatto per errore…e per essermi fidato di un consiglio.
      la cosa non cambia: temo e soldi sprecati (per chi l’ha comprato)

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.