“La setta dei giovani vecchi” – Luca Rachetta

Luca RachettaLuca Rachetta è una nostra vecchia conoscenza: tempo fa ha contattato la redazione di Temperamente per inviarci La guerra degli Scipioni (recensito qui, e qui c’è l’intervista) e non può che far piacere seguire la carriera degli scrittori che recensiamo. Ecco dunque La setta dei giovani vecchi. Sulla scorta del precedente, un romanzo con più protagonisti che in realtà rappresentano diversi aspetti dello stesso problema: l’inadeguatezza alla vita.

L’insegnante precario, l’aspirante membro della giuria di un premio letterario, un bancario e un politico sono espressioni dell’ossimoro del titolo: troppo giovani per scalzare la precedente generazione, (immeritatamente) abbarbicata alla propria posizione, ma troppo vecchi per non darsene pena, per evitare di provare l’inquietudine di chi troppo a lungo ha vissuto nel limbo di una protratta adolescenza non avendone più anagrafico diritto.

L’autore tratta il tema dei nostri tempi, la mancanza di un ruolo per i quarantenni (io direi: per i trenta-cinquantenni), la dimenticanza della società per questa generazione intermedia di cui non si sa bene cosa fare.

La scrittura di Luca Rachetta ha un periodare molto puntuale che sottende l’ironia pungente e amara delle sue considerazioni, la lettura è piacevole e scorrevolissima.

Purtroppo non si tratta di un prontuario per trovare requie all’inquietudine esistenziale, ma in molti potranno riconoscersi in uno dei personaggi di questa poco organizzata e soccombente setta.

Carlotta Susca

Luca Rachetta, La setta dei giovani vecchi, Edizioni Creativa, 101 pp, € 11,00.

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