“Come la pietra e il vento” – Alessandro Vetuli

 Ho terminato questa raccolta di poesie inciampando sulla foto dell’autore: occhiali da sole, luce riflessa, vento dappertutto e, incredibilmente, classe ’89. Uno scrittore di poesie di 23 anni, qualcosa che stupisce oggi, ma, certamente, non in passato, quando i versi erano l’espressione più diretta dell’anima e l’uomo sapeva che attraverso essi avrebbe potuto toccare le corde più sensibili dell’essere, azione che oggi pretendiamo di fare per mezzo di un i-phone o di un i-pad.

Il nostro giovane lirico è nato a Roma ed è proprio nella capitale che, a 15 anni, ha iniziato a tenere un diario, facendosi così trascinare dalla corrente dell’ispirazione.

Nella raccolta che ho avuto il piacere di leggere, Come la pietra è il vento, sono proprio i due elementi del titolo a padroneggiare, a porsi come colonne portanti della nostra vita, mescolando il dolore all’irrefrenabile piacere che gli esseri umani si regalano. La raccolta di divide in tre sezioni: La pietra, Il vento e Frammenti per Arthur Rimbaud. La poesia diventa, così forte come la roccia e libera come il vento, una crepa nel muro dell’esistenza, diventando insieme dubbio e riempimento. Colui che tiene in mano la piuma attinge ad un inchiostro nero, macchiato di sofferenza, di quel dolore provato fra i passi silenziosi di quella promessa non mantenuta che chiamiamo amore, respirato nella pornografia legale di un ultimo addio carnale, sentito per quell’ultimo poeta che, forse, per Alessandro Vetuli è sempre stato il primo. Vi scorreranno fra le dita versi di dotati di forza erosiva, parole di granito e capaci di sbriciolare ogni inutile pregiudizio. Sconfinato è il rispetto sentito dall’autore nei confronti dei suoi modelli, donne e uomini come Sylvia Plath, Alda Merini, San Francesco, Sant’Agostino, Dylan Thomas e tanti altri che corrono controcorrente, puntellando il sentiero di segnali di ispirazione poetica , verso la cima, che appare sempre più vicina, lì, dove ci aspetta Arthur Rimbaud.

Come la pietra e il vento è la raccolta di un giovane poeta, carica di  numerose poesie, in cui a volte le parole sembrano ripetersi e appare esplicita la giovane età del suo compositore; Alessandro Vetuli è un autore forse ancora acerbo, sul quale la vita spremerà tanto altro succo amaro, c’è sempre quel sentiero sconnesso davanti a lui e la cima appare lontana, ma Alessandro è un ragazzo cavo di una profondità tutta lirica, un ragazzo che non poteva non essere preso per mano da un bambino di luce.

 

Sono andato nell’orfanotrofio della poesia

Miriadi di bambini di luce

Mi hanno guardato

Ma uno solo mi ha sorriso

E mi ha preso per mano.

 

Glenda Gurrado

Alessandro Vetuli, Come la pietra e il vento, Fermenti, 88 pp., euro 12

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