“L’Idiota” al Teatro Libero di Milano

Mostrare un uomo, essenzialmente, buono. Questo era l’intento di Dostoevskij quando scrisse L’idiota, e non è un caso che invece il romanzo non si chiami “Il buono”.

Il principe Myskin, questo, ingenuo, candido, travagliato, personaggio, è l’essere umano ideato da Dostoevskij per portare a termine il suo intento iniziale, ricavandone un fondamentale romanzo sulla coscienza di sé, sull’affrontare i propri limiti e sulla sofferenza che ne deriva.

La vicenda narrata nel libro è complessa e ricca di sfacettature, con più storie che si mescolano l’una con l’altra; probabilmente, chi ha letto L’Idiota si chiederà quindi come sia stato possibile renderlo un monologo teatrale. Nel modo più saggio (e forse unico) possibile: selezionando una parte privilegiata del tutto, esemplare del romanzo, e focalizzando tutta l’attenzione su di essa.

Corrado Accordino, che già altre volte aveva avuto a che fare con il grande scrittore russo, ne ritaglia una messa in scena puntando intorno alla simpatia di Myskin con i ragazzi di un villaggio svizzero e con le sventurate sorti di Marie, emarginata e tisica. Lo spettacolo, in cartellone al Teatro Libero di Milano dal 15 al 21 ottobre, vede Corrado Accordino come unico attore e regista, che dice di sentirsi così nei confronti del romanzo: «Ad ogni rilettura L’idiota mi regala suggestioni e riflessioni nuove a volte rido del Principe Myskin, a volte provo compassione, altre volte lo invidio. Sono travolto dal suo spirito superiore e dalla sua fede cieca negli altri.»

L’interpretazione di Accordino è sentita, fisica e allo stesso tempo intima, perché perfettamente aderente allo stato di angoscia, quando nei panni di Marie, o di pena, quando parla per Myskin, o di scherno e cattiveria, quando ripete le parole e i gesti del popolino, aguzzino della scemotta Marie.

Cadute ai bordi del palco, stati di epilessia (di cui Myskin soffre), braccia che strozzano quello stesso corpo da cui vengono, movimenti e gesti ripetuti per sottolineare atteggiamenti e modi di pensare, il lavoro attoriale di Accordino è decisamente convincente e ben orchestrato. La scena è minimal, completamente spoglia (tranne per un unico fiore giallo al centro, posto per le memorie di Marie), buia, con luci che si accendono negli angoli solo per ravvivare un momento di focus della storia; scelta che ben si adatta alla meschinità degli eventi narrati, mettendo ben in risalto la bontà d’animo di Myskin rispetto a una società fasulla e perbenista, che lo taccia di idiozia e bizzarria, prendendosi scherno dei poveri, dei deboli, dei diversi.

Quanto attuali siano tutt’oggi i ragionamenti sull’ipocrisia umana e sulla falsità dei costumi sociali è cosa, a mio parere, limpida; ma se per alcuni non fosse così, Accordino inserisce nel suo spettacolo qualche richiamo musicale atttingendo da reportori più che recenti, certo lontani dall’autore originale e dal periodo in cui la vicenda idealmente si svolge, ma efficaci nel loro compito di modernizzazione.

Il monologo di Accordino strappa doverosi applausi dal pubblico e L’idiota continua ad affascinare e ispirare, come sempre farà, per il suo giusto status di classico e capolavoro senza tempo.

Al Teatro Libero di Milano continuano le rappresentazioni sceniche di libri e romanzi famosi. Nei prossimi giorni, da martedì 6 fino a giovedì 11 novembre, torna infatti a gran richiesta (già presentat o a settembre al Teatro Libero) “Non buttiamoci giù”, tratto da un libro di Nick Hornby (di cui qui una recensione). Una produzione del Teatro Belli, diretta e interpretato dall’attore Luciano Roman, spettacoli alle ore 21:00, tutte le informazioni reperibili sul sito.

Azzurra Scattarella

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