“2025 Blackout. Una storia possibile” – Renato Riva

Renato RivaInizialmente questa recensione sarebbe dovuta essere divisa in due parti.

Nella prima avrei parlato del contenuto della narrazione, che si era resa, dopo un po’ di pagine di lettura, interessante: insomma, Renato Riva proietta nel futuro, amplificandoli, i problemi ecologici e politici italiani attuali. Nel 2025 di Blackout il nostro Paese produce energia solo per mezzo di centrali nucleari e la libertà di espressione è completamente azzerata: il Wilib, degenerazione totalitaria di internet, consente di tracciare le frequenze vocali di chiunque in qualsiasi momento e segnala la pronuncia di parole ritenute ‘pericolose’; le conseguenze della pratica di controllo segreta risiedono nell’impossibilità di fare carriera nelle molteplici aziende gestite dalla ‘cupola’ politico-economica di quest’Italia corrotta senza speranza.

Scenario interessante, sia pur di contesto ad una trama non fortissima. L’azione dei personaggi consiste, infatti, nel tentativo di scardinare le leve del potere con l’introduzione di un sistema di produzione energetica ottenuta tramite una vernice trasparente collegata a degli elettrodi. Ora, non essendo in possesso di competenze scientifiche sufficienti a giudicare la fattibilità di un sistema energetico di questo tipo in quattordici anni, mi limiterò a manifestare la mia perplessità e a sottolineare quanto dubbiosi renda leggere che il giovane ricercatore Marco, emblematicamente brillante italiano emigrato in California, continua a ribadire la casualità della sua rivoluzionaria scoperta, per di più dall’applicazione immediata e semplicissima: una spennellata di vernice sui tetti e alcuni fili. Un gioco da ragazzi, che viene spiegato ai volontari corsi (l’isola francese è qui laboratorio di democrazia) in quattro e quattr’otto (numeri: ce ne sono tantissimi nel libro, lunghe serie di calcoli sull’esatto kilowattoraggio ricavabile per metro quadrato in media in base all’orientamento cardinale del tetto di esposizione).

La seconda parte della mia recensione avrebbe dovuto introdurre una nota polemica (non a caso mi definiscono, citando, ‘indignata speciale’); eccola: la forma. So che un testo che valga riesce a coinvolgere nella trama il lettore, avvincendolo e delineando nettamente i personaggi (quando lo fa) al di là del suo aspetto grafico, ma i punti mancanti alla fine di alcuni paragrafi e lo spazio prima della punteggiatura mettono a dura prova la capacità del lettore di abbandonarsi al testo. Questo per quanto concerne la correzione di bozze; passando all’editing, credo che un intervento esperto sul testo avrebbe potuto migliorarlo notevolmente tagliando le ripetizioni, soprattutto, e sfoltendo qua e là, per rendere la lettura più scorrevole. E, infine, modificando un aspetto fondamentale, che mi ha imposto di introdurre una

terza parte della recensione: Sul finale.

Il bravo recensore non dovrebbe rovinare il piacere della lettura anticipando la conclusione del testo. Il bravo recensore dovrebbe dare coordinate ai potenziali lettori perché possano capire se il testo di cui si parla possa essere di loro gusto, se c’è la possibilità che dica loro qualcosa di interessante, e l’eventualità che rientri nel settore del mare magnum librario che a loro piaccia navigare. Tuttavia, scusate se sarò un cattivo recensore ma non posso esimermi dal dire che accorgersi della chiusura di una parentesi onirica che si era aperta a tua insaputa alla seconda (seconda!) pagina del testo lascia l’impressione di aver sbagliato rotta.

Carlotta Susca

R. Riva, 2025 Blackout. Una storia possibile, Edizioni della sera, 279 pp., 12 euro

4 commenti a ““2025 Blackout. Una storia possibile” – Renato Riva”

  1. [...] 2025 Blackout. Una storia possibile, 6 marzo 2011 – fonte: Temperamente [...]

  2. Renato Riva says:

    Carlotta, mi piacciono le recensioni belle cattive.
    Sulla punteggiatura hai ragione, l’editore l’ha definitivamente corretta solo ora in occasione della versione e-book. Nel testo c’erano veramente troppi errori, anche le prox versioni cartacee saranno ok.
    Sulla verosimiglianza dell’invenzione ti dico che non e’ raro che le scoperte si facciano per caso, o meglio come sottoprodotto di altre cose che si stanno ricercando e che non e’ affatto escluso che tra qualche anno una vernice cosi’ possa esistere. Avresti mai immaginato l’iphone anche solo 5 anni fa? Sui numeri e calcoli: ho scritto questo libro per far riflettere e per far ragionare oltre che, spero, per divertire. Quindi un po’ di numerologia per far capire che il sole e’ una cosa seria puo’ far bene a tutti. Hai idea di quanti kilowattora consumi al mese? Se non ce l’hai allora i numeri ti servono………l’energia del futuro, non quella di Fukushima, e’ basata sulla consapevolezza. Saluti cordiali, Renato

  3. Carlotta says:

    Renato, apprezzo molto gli scrittori che non prendono le recensioni cattivelle come un fatto personale. Secoundo me il libro sarebbe stato buono con delle limature di editing, ecco tutto. In bocca al lupo.

  4. Renato Riva says:

    l’e-book e’ stato limato. M quanti errori c’erano …?!?!

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