“Fratture da comporre” – Antonio Spagnuolo

Questa raccolta di poesie è fatta di parole sussurrate, disperse, non dette, di attese, di arcobaleni e di corpi che si intrecciano, di vite, vere o presunte, che si incontrano. In queste pagine si legge un’intimità reale, un io malinconico  sullo scorrere delle ore, delle stagioni, del tempo. Forte è, infatti, “lo stridore tra passato e presente”, tra anni virili e rughe sulla pelle.

Come nella vita di ogni uomo, così in queste liriche, l’amore occupa uno spazio preponderante. Non solo come presente, ma anche, e forse soprattutto, come ricordo, come memoria. Pulsano immagini di passione, immagini di donna. Ma “gli anni hanno spento ogni ardire, e “l’urlo del dolore penetra la mia carne sino a frullarmi le ossa, sino ad emulsionare le tempere della tavolozza in arcobaleno impossibile”. Non ci sono più coriandoli e nubi di colore, ma capelli grigi. “Fu il gioco disperato della vita che fugge”.

Tuttavia nonostante l’inesorabile scorrere del tempo, che lascia segni evidenti non solo sul corpo, ma anche nell’anima delle persone, si tratta di una raccolta che pulsa di vita, che vibra di emozioni e che si lascia trasportare dai ricordi. Una raccolta di poesie da leggere tutte d’un fiato, in quanto hanno permesso di fermare su carta stralci di eventi, ma non restano che “fratture da comporre, […] da conservare negli spazi di un’unghia e chiudere nell’infinito sospetto dell’illusione”.

Simona Leo

Antonio Spagnuolo, Fratture da comporre, Kaírós Edizioni, collana Le parole della Sibilla, 2009, pagg. 85, euro 10.

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