“Nel regno delle chimere. Il dono della vita oltre il dolore” – Laura Regano

laura reganoO delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue

(Dino Campana, Chimera)

Nel ‘Regno delle chimere’ Laura Regano ci finisce per due ragioni, che lei stessa esprime, nella sua lucida analisi della propria condizione di salute precaria e della propria vita resa complicata dalla malattia. La prima spiegazione è quella che si rifà al significato metaforico della parola: chimera come visione effimera, irreale, come le allucinazioni pre-intervento che portano Laura a iniziare un conto alla rovescia ad alta voce non richiesto, suscitando la perplessità dell’infermiera.

E poi c’è l’immagine della chimera mitologica, composta da parti di animali diversi, così come il corpo di Laura, funzionante grazie ad un fegato trapiantato (e quello del trapianto è il primo episodio che ci racconta, in una narrazione che copre un arco di tempo dal 1999 a otto anni dopo, quando congeda il lettore felice perché di nuovo innamorata). L’epilogo non narrativo, quello del secondo trapianto non eseguito in tempo, lo leggiamo sull’aletta del libro, che ci informa della scomparsa di Laura dieci anni dopo quel primo incubo ospedaliero.

Eppure il racconto – oggi nella seconda edizione, curata da Francesco Cisternino, compagno di Laura – non è il resoconto di una malattia, bensì un diario, scritto con linguaggio semplice e diretto, in cui la narratrice si rivolge al lettore portandolo con piccoli viaggi temporali alla scoperta della sua esperienza di trapiantata.

Questo volume funge da piccola testimonianza di una vita, come tutte, significativa, ma serve anche a far conoscere e finanziare i progetti di mobilità per giovani medici promossi da Laura Ragano (Prometeo, Agorà, Itaca).

Carlotta Susca

L. Regano, Nel regno delle chimere, Stilo editrice, 144 pp., 12 euro.

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