Una storia d’amore. Una verità insospettabile. La delusione, la voglia di dimenticare e andare avanti come se nulla fosse accaduto.
Una telefonata: la rivelazione di una grave malattia a chi è sì, ora, causa di sofferenze, ma verso cui si è riposto un amore immenso e tante aspettative. Un amore che, solo adesso, può superare il senso di rabbia e il risentimento per diventare sostegno, sicurezza, forza.
Ricordi; nostalgie; desideri nascosti; voglia di superare i limiti per scoprire la propria vera essenza; amicizie che nascono quasi per caso, ma destinate all’intensità; amicizie solide che sanno aspettare e comprendere; libertà di scegliere. Di questo e molto altro è costellato il primo romanzo di Maria Teresa Ferrara, “Chrysalis”.
Giulia, la protagonista, attraversa un periodo di riscoperta e rinascita, ma non è l’unica. Un percorso parallelo è compiuto dall’affascinante e misteriosa Roxanne, star di un night, che diventerà una presenza fondamentale per Giulia.
Il romanzo è un giro di vite. I personaggi sono intrecciati dal filo invisibile del destino (o del caso?). Prevalenti le figure femminili, dipinte in mille sfumature, ritratte nella loro complessità, sostenute nella loro fragilità e ammirate per la loro caparbietà.
Magari non ho condiviso tutte le scelte della protagonista, ma resta una convinzione: la donna è un vulcano. Non si arrende; non si abbatte; soffre; cade; si rialza; perdona; ama; si scopre; si mette in gioco; si esperimenta e si esprime.
Delicato e forte è il vero amore, quello che sa oltrepassare i confini delle convenzioni e di quelle situazioni che, spesso, non siamo in grado (né abbiamo la forza) di affrontare.
E solo vivendo davvero, facendo fronte alle difficoltà, si è pronti a trasformarsi in farfalla.
Susanna Maria de Candia
Maria Rosaria Ferrara, Chrysalis, Eiffel Edizioni, 2008, pp. 218, 12 euro.













