Dopo 283 pagine in compagnia di Demetrio è difficile chiudere il libro e non sentire nostalgia.
Già mi manca, vorrei continuare a sapere di lui, perché Demetrio è una creatura nobile, con una purezza di cuore e sentimenti che raramente s’incontra nella vita di tutti i giorni. E forse è questo a spaventare la gente, più di quella superficiale sensazione di disprezzo che qualcuno nutre nei suoi confronti a causa dei capelli verdi che lo fanno sembrare “un’erbaccia”, come velenosamente qualcuno l’ha definito (pentendosene), della pelle troppo pallida su cui si formano ghirigori azzurri a contatto col sole, delle lentiggini azzurrognole che cambiano disposizione a seconda del tempo e dell’umore.
Davvero un tipo strano, non c’è che dire. Eppure così dolce e innocuo. Demetrio è ignaro del suo passato, sembra giunto da un posto lontano (agreste quasi) come alcuni protagonisti di fumetti o telefilm. Ed è per scoprirlo che, continuamente, domande “puerili” gli affollano la mente (Chi sono? Da dove vengo?)
Siamo nel 1867, a Sòfiar, città rumena popolata da slavi, bulgari, kosovari, cristiani, maomettani. Gente diversa, ma non quanto Demetrio. Da due anni il giovane vive presso la casa del pittore Joan Marcel, un uomo che in 37 anni non ha mai trovato l’amore fino a quando Roze non si è affacciata nella sua vita. Dopo le nozze –è Natale- Demetrio decide di proseguire il cammino iniziato chissà quando. Meta: sconosciuta. Obiettivo: scoprire chi è.
Nel viaggio c’è chi lo caccia malamente vedendo in lui il demonio, chi lo beffa. Demetrio è solo, ma deve farsi forza e proseguire. In una locanda s’imbatte in un essere terrificante da cui riesce a fuggire. Non è ancora fuori pericolo. Viene trovato quasi esanime presso un fiume, accolto e curato da suor Margherita. Non sarà un incontro casuale nè l’unico. I pezzi del puzzle si ricompongono grazie al dott. Caligari, ma l’esito non sarà quello previsto.
Un romanzo che permette di percorrere distanze pur rimanendo immobili come nei sogni di Demetrio; che mette in contatto cuori, sensibilità e storie nascoste o forzatamente sepolte; che scopre ogni pensiero dei personaggi ma anche paure, voglia di crescere. Un romanzo che trasuda sentimenti in un’atmosfera storica in cui superstizioni, credenze e apparenze non sono echi lontane ma elementi essenziali del vivere quotidiano e chi non è disposto ad uniformarsi ne paga le conseguenze come la ribelle Charlotte. Un romanzo in cui anche le figure secondarie hanno spessore, impedendo al lettore di sorvolarle senza serbarne il benché minimo ricordo.
E adesso dove sei Demetrio? Se mai ci incontreremo, io non fuggirò.
Susanna Maria de Candia
Marco Mazzanti, “Demetrio dai capelli verdi”, Eiffel edizioni, 2010, pp.283, 17 euro.















Una rettifica: il libro costa 14 euro, non 17! Piccola svista!