Il sottotitolo di questo libro è “il luogo dei pensieri”. Fa riferimento alla mescolanza di vite, storie, personaggi e immagini che si incontrano in un bar, luogo per eccellenza dello scambio di “quattro chiacchiere”. Addirittura, in altri tempi, luogo delle rivoluzioni politiche e letterarie, come ricorda un po’ pomposamente Andrea Caponnetto nella premessa iniziale al libro.
Certamente non era volontà dei frequentatori di questo virtuale caffè creare una nuova corrente letteraria o scatenare una nuova coscienza sociale. L’idea alla base di questa antologia era quella diraccogliere quei pensieri di avventori diversi, racchiudere le loro voci, solitamente perse nell’etere di qualche social network, fare in modo che trovassero spazio su un supporto materiale. Mi chiedo quanto ardua sia stata l’impresa di coordinare questo vociare (e quanta passione ci sia voluta per farlo).
Perché la sensazione risultante al termine della lettura di Facebook caffé è quella che si ha – per restare in tema – dopo aver bevuto un caffè bruciato, che lascia in bocca un sapore amarognolo e vagamente nauseante. Il trambusto contenuto in questo bar è superfluo e vano. Si accavallano forzature e finti scandali, pesantezze e liriche vuote, qualche finta sconcezza mescolata a casaccio con banalità dirompenti.
Riutilizzando la stessa velocità degli strumenti da cui provengono gli autori, ecco qui ben 65 raccontini usa e getta, da leggere come leggete la Home di facebook: pigramente, svogliatamente, come pura perdita tempo. Passate da una storia all’altra con un click, e spesso all’interno della stessa storia con un doppio click, in un sovraffollarsi di sentimenti e reazioni impossibile quanto stancante. Vi è qualche rara eccezione, pochissime perle, che però non bastano a farti passare la voglia di premere ESC in ogni momento. Più che luogo dei pensieri, avrei detto luogo degli sfoghi.
Perché unica verità che mi sento di condividere con il libro, pubblicando così sulla pagina del blog, è l’esistenza innegabile del bisogno della nostra società di parlare, esprimersi e comunicare. Ma mentre nei caffè illuministi si riflettevano pensieri e movimenti, ivi vi è una comunicazione a senso unico, vuota, imitativa, una semplice eco, che stona e stufa. Cosa che, naturalmente, vale anche per il post appena pubblicato.
Azzurra Scattarella
Facebook caffè, Edizioni R.E.I., 2010, € 14














Accipicchia che critica “tosta”!
Ma che fine hai fatto?