Quanti universitari trascorrono il loro tempo a studiare in biblioteca? Quanti ci vanno solo per conoscere gente? E a quanti è capitato d’innamorarsi?
Rebecca e Fabio, protagonisti della prima opera di Elvira Tonelli “In fondo si può sempre essere felici”, sono tra questi ultimi. Lei, studentessa in Scienze della Comunicazione; classica ragazza seria, disponibile con tutti, mai in grado di dire “no”, con un bel sogno nel cassetto (diventare giornalista) e una gatta a farle compagnia (animale totemico dell’intellettuale!). Lui, iscritto a Ingegneria e con la determinazione di concludere in tempo gli studi dopo alcune difficoltà.
Qualche occhiata intensa e l’amore scocca. In breve (anche narrativamente parlando) vivono la più bella storia d’amore, insieme si laureano e s’avventurano nel mondo del lavoro. Fabio è più fortunato, Rebecca un po’ meno, ma si accontenta (sul romanzo soffia un vento di positività anche nei momenti meno luminosi). A poco a poco l’equilibrio inizia a incrinarsi. Fabio accetta un trasferimento. Ultimi giorni da favola e poi il distacco. All’inizio si sentono ogni giorno, con entusiasmo e amore (anche se a volte i sentimenti sono espressi in modo un po’ retorico), poi le mail si diradano.
Tanti cambiamenti nelle vite di entrambi e nuove conoscenze creeranno una rete di relazioni abbastanza intricata perché la vità è più fantastica di un film e più complicata di un sudoku.
Susanna Maria de Candia
Elvira Tonelli, In fondo si può sempre essere felici, Statale 11 editrice, 2010, pp. 108














Hmmm thanks for this nice and interesting post. But I still do not get the first part though! – Tilburg
HO APPENA FINITO DI LEGGERE IL LIBRO; DAVVERO BELLO E APPASSIONANTE. CONSIGLIO DI LEGGERLO, SOPRATTUTTO AI GIOVANI CHE SI SCORDANO O CHE NON SANNO PROPRIO COOS’E’ L’AMORE VERO.!!!!!