Luigi Imperatore ci catapulta in un piccolo paese di provincia, dove un corpo inerme, scoperto in un’officina, sconvolge le vite di 3 meccanici allibiti. Paolo, Luigi e Carlo si improvvisano detective in missione per scoprire l’omicida del loro capo, immischiato da tempo in affari loschi. Il maresciallo Scognamiglio, sicuro di sé, ma non troppo, si muoverà nella stessa direzione dei tre ragazzi, fiutando tracce di nobiltà mescolate a puzzo di criminalità organizzata. Le situazioni paradossali e inconsuete, a volte quasi buffe, si abbinano a gelosie nascoste, amori non dichiarati e rancori fin troppo covati. Questo giallo, fin troppo prevedibile e scontato, affrontato dalle diverse prospettive dei personaggi, ci conduce ad un castello carico di mistero, dove tutti i personaggi coinvolti si ritrovano per svelare il colpevole del sanguinoso omicidio. L’elegantissima festa si trasformerà nel palco dove la verità reciterà come protagonista assoluta. Avventure esagerate e battute ad effetto stile James Bond accompagnano la lettura dei capitoli, che ci conducono alla centoquindicesima ed ultima pagina, alla fine degli intrighi e della finalmente smascherata nobiltà.
Glenda Gurrado
Luigi Imperatore, Intrighi e nobiltà, La Riflessione, 117pp
















Sono l’autore del libro. Intanto saluto chi sta leggendo questo post e sopratutto chi legge questo commento finale. La recensione è davvero una fotografia di quanto ho elaborato e avrei voluto ancora scrivere in questo libro. Ma la prima storia doveva chiudersi così (non ve lo dirò ovviamente). Ho già terminato l’ideale seguito del libro, dove si capirà anche qualcosa in più, di ciò che forse rimane in sospeso in questo “Intrighi e Nobiltà”.
Scrivere è una passione che ho scoperto da poco. Vivo insieme a i miei personaggi e sono loro che spesso mi dicono cosa devo scrivere. Nel partorire le mie storie vi assicuro che neanche io conosco il finale fino alla stesura dell’ultima riga. Mi faccio sorprendere.