Innanzitutto, un avviso: prima di intraprendere la lettura di La moglie di Youssef gioca con i fiocchi di neve, cari lettori, sappiate che non state per leggere una storia, se per ‘storia’ intendete qualcosa che ha un incipit, uno svolgimento e una conclusione. La moglie di Youssef gioca coi fiocchi di neve è molto di più di un normale racconto. È tante cose, persone, libri, film, vite, morti, posti, oggetti, episodi tutti assieme. Ed è un libro straordinario.
Sono sincera: a lettura cominciata ho titubato non poco. Mi riusciva difficile collegare la valanga di parole che Rocco Brinidisi, poeta (sì, poeta!), mi stava buttando addosso. Cosa c’entra questo, adesso? Ma chi è il protagonista? Possibile che non abbia ancora capito di cosa si parli? Be’, forse avrei dovuto prestare più attenzione alla prefazione di Domenico Starnone, premio strega 2001 con Via Gemito, che senza remore avverte subito: «Il poemetto che state per leggere è [...] fuori dal comune, dall’incipit alla fine, e perciò non vi troverete per niente nel mondo ordinato secondo le regole del trantran». Ed è l’ordine che manca, effettivamente, nel libro. Ma cos’è la vita se non disordine assoluto?
Brindisi ci racconta vite. Vite di persone incrociate per caso, vite di chi sta per morire, vite di chi è appena nato (o rinato), semplicemente (sic!) vite. Come quella di Ylenia che viene dalla Moldavia e accudisce una vecchia signora; oppure quella della zia che, a trent’anni, s’è innamorata platonicamente di Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli; o quella del giovane iracheno appassionato di cinema. E lo fa con uno stile unico: così com’è disordinata la vita, è “disordinata” anche la scrittura, “poesia in prosa”.
Ed è affascinante osservare come, prendendo spunto da un racconto di Dostoevskij, si passi a riflettere di questo o quell’aspetto dell’esistenza; oppure, come Brindisi racconti un film e focalizzi l’attenzione su particolari dei quali mai ci saremmo accorti. La moglie di Youssef gioca con i fiocchi di neve fa continui riferimenti a letteratura e produzione cinematografica, ma non sono richiami sterili o fine a se stessi: al contrario, si tratta di cenni, spesso brevissimi, che servono per produrre immagini colorate nella nostra mente e proiettarci nell’immensità variopinta del mondo.
Angela Liuzzi
Rocco Brindisi, La moglie di Youssef gioca con i fiocchi di neve, Empirìa, 159 pp., euro 16














