Posts by Giulia Guerra

Le ragazze – Emma Cline

Rimanere saldi in vetta alla Bestseller List del New York Times per molte settimane consecutive, vendere i diritti editoriali in 35 Paesi, con tanto di versione cinematografica già opzionata, non è cosa che capiti a tutti gli scrittori. Specialmente se hanno 27 anni e pubblicano il romanzo d’esordio. Ma è capitato a Emma Cline, un contratto già firmato per altri due libri, arrivata sugli scaffali con il probabile caso editoriale

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“I signori della cenere” – Tersite Rossi

Inesorabile, amaro, controverso. I signori della cenere, edito da Pendragon, è un libro “forte”, violento e penetrante come solo la vera narrativa d’inchiesta può essere, e deve essere. Colpisce dritto al cuore del lettore, che vede scardinate una dopo l’altra le sue piccole certezze, distrutta la sua rassicurante ragnatela d’indifferenza, per piombare in un mondo oscuro, dove le peggiori nefandezze diventano l’indegna cartina tornasole della natura umana. L’obiettivo è la

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La luce sugli oceani

“La luce sugli oceani” – M. L. Stedman

Quando Tom e Isabel s’incontrano, pochi anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, lui è un sopravvissuto alle carneficine europee impegnato a combattere contro i demoni di un passato che non passa, lei è una ragazza di diciannove anni che reagisce con il desiderio di vita allo strazio di dover accettare il mancato ritorno dei fratelli dal fronte. Sono entrambi sull’orlo di un’esistenza sospesa, eternamente in bilico tra il

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“Officina Millegiri” – Andrea Satta, Eleonora Antonioni

Da bambina, quando nelle frizzanti mattine di primavera imboccavo la strada che mi avrebbe portato a scuola, mi capitava di accorciare il percorso passando accanto alla stazione dei treni, un vecchio edificio affollato dal via vai dei pendolari. Un giorno ricordo che notai, mezzo nascosta in un viottolo di ciottoli all’angolo del parcheggio antistante, una bicicletta senza lucchetto, verniciata d’arcobaleno. Se ne stava lì, accostata al muro. Non sembrava abbandonata

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“Anatole” – Tom Bilotta

Si respira una fumosa aria noir nel nuovo romanzo di Tom Bilotta, Anatole, scritto sul filo della storia americana tra gli anni 30 e 50, quando le atmosfere decadenti care al cinema di Billy Wilder s’impregnavano di razzismo e musica jazz, e nel vento cominciavano a soffiare le parole rivoluzionarie del reverendo King. In questa America dove bianco e nero non sono colori ma una scelta di campo, dove Hollywood

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“I segreti degli altri” − Gianni Mattencini

Puglia, 1950. Un vecchio viene trovato ammazzato all’ingresso della propria casa, dove se ne stava seduto a fumare guardando l’orizzonte delle sue proprietà. La moglie è scomparsa, e nessuno, nemmeno la figlia, ha idea di dove si trovi. Il caso viene affidato al giudice Annunziata, impegnato a districarsi tra i legami di parentela ambigui che uniscono i personaggi coinvolti nella vicenda, in una torbida mescolanza di sangue e interesse, in

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“I poeti morti non scrivono gialli” − Björn Larsson

Capita che il talento di un cuoco risieda nella sua capacità di reinterpretare gli ingredienti di una piatto già servito innumerevoli volte fino a trasformarlo in una specialità dal sapore inedito. E in effetti proprio come uno chef esperto, Björn Larsson in I poeti morti non scrivono gialli si dimostra in grado non solo di lasciarsi alle spalle lo stereotipo del giallo svedese, di cui negli ultimi anni copie su

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“Vipera” − Maurizio De Giovanni

Napoli. Napoli. Napoli. Napoli nel sole di primavera che illumina le strade. Napoli nell’atmosfera di trepidante attesa che precede la Pasqua. Napoli nell’aroma della pastiera che scalda l’aria. Napoli nelle grida dei bambini, nei sorrisi delle donne, nel disordine di via Toledo. E poi ancora Napoli, nel dolore di un morte improvvisa, nelle perversioni della mente umana, nelle violente passioni dei suoi abitanti. È questa città, contraddittoria e straordinaria, la

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“Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” − Luis Sepùlveda

Quando si parla di letteratura, 20 anni non sono molti. Se a tale distanza di tempo è ancora garantito un buon numero di tirature, il libro ha una solida costituzione, ma la maggiore età, almeno sul piano storico-letterario, risulta comunque molto lontana. Lo status di “classico”, neanche a pensarci, è pura fantasia. Funziona così, di solito. Ma non sempre. Sono passati quasi 20 anni da quando nel 1996 Luis Sepùlveda

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“Principianti” − Raymond Carver

Quando nel 1981 Alfred Knopf pubblica Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, raccolta di diciassette racconti scaturiti dalla penna di Raymond Carver, il successo del libro è un vero e proprio terremoto editoriale. All’inizio dei luccicanti anni ‘80, però, nessuno è a conoscenza del fatto che quei racconti rivoluzionari sono in realtà il frutto di un profondo rimaneggiamento operato dall’editor Gordon Lish, il quale non esitò a tagliare il 50%

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