Posts by Glenda Gurrado

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“Spazio aperto” – Christophe Lèon

La letteratura per ragazzi: questa sconosciuta. Espressione discutibile se si pensa al numero di volumi che, in libreria, affollano gli scaffali dedicati a questo genere. Eppure, i lettori “adulti” tendono a passare velocemente davanti alla sfilata di questi titoli, per dedicarsi a generi più adeguati al loro gusto e alla loro età. Letteratura per ragazzi  è invece un’etichetta troppo stretta per classificare alcuni capolavori firmati da coloro che potremmo definire

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“Verso Sud 2016”: un festival da non abbandonare

In una fresca mattina di ottobre, migliaia di svolazzanti foglietti rosa accarezzavano i parabrezza delle auto abbandonate in sosta, spaventando i proprietari attoniti di fronte a tale spettacolo e per questo attraversati da uno strano stupore misto a rabbia, incredulità e confusione. I foglietti dalla tinta primaverile stridevano con le foglie ingiallite dallo scorrere del tempo, rivelando ancor di più la stravaganza del loro essere lì, così numerosi, così abbandonati,

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La fontana dei miracoli

Tutto scorre. Le parole, una dopo l’altra si stendono sulle pagine, fluendo lisce e libere, ora più rapide e ora più lente, inseguendo il vento, imitando l’acqua che scorre. Ma l’acqua, in alcuni casi, può anche terminare il suo corso, lasciando spazio all’immobilismo statico dell’aridità. A volte, però, la vita rinasce lì dove sembrava essersi spenta e ciò può accadere perfino in una città. A Trieste, nelle vicinanze di piazza

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“Non ho ancora finito di guardare il mondo” – David Thomas

Ho sempre pensato che gli scrittori fossero prima di tutto degli ottimi osservatori: voyeuristi insaziabili di un mondo che può essere scorto da migliaia di punti di vista, ma che solo a particolari fortunati si rivela nella sua realtà, mettendosi finalmente a nudo. David Thomas però non spia il mondo di sottecchi, nascondendosi per non farsi scorgere: questo scrittore francese si tuffa in modo elegantemente penetrante nella vita, negli uomini,

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Bari social book, luoghi sociali per leggere

È nato “Bari Social Book, luoghi sociali per leggere”, ossia una rete di cooperazione fra enti ed istituzioni pubbliche e private, librerie, biblioteche pubbliche e associazioni che ha come sogno quello di rendere la città di Bari un luogo in cui la lettura venga celebrata e vissuta intensamente senza limiti o barriere, poiché la promozione della stessa permette al cittadino di affrontare un percorso di crescita personale e sociale all’interno

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No Rogo

Arci No Rogo 2016

Oggi, 10 maggio 2016, l’Arci ha organizzato l’evento “No Rogo”: letture collettive, dibattiti e presentazioni di libri in diverse piazze italiane per non dimenticare ciò che accadde in questo stesso giorno nel 1933, quando i nazisti bruciarono i libri più sgraditi al regime, nella Opernplatz a Berlino. Celebrare il libro, per contrastare ogni forma di censura o freno alla libertà, è l’obiettivo di questa giornata “No rogo”,  e volta alla

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I libri distillati hanno le gambe corte

I distillati sono dei prodotti diabolici. I distillati sono dei prodotti diabolici creati dall’uomo. I distillati sono dei prodotti diabolici creati dall’uomo per nascondere. Oscurare. Eliminare. I distillati sono dei prodotti diabolici creati dall’uomo per nascondere ciò che altri uomini hanno creato. Ideato. Immaginato. I distillati non sono dei riassunti. No. I riassunti non fanno male a nessuno. I riassunti sono onesti, si presentano per quello che sono: non sono

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#LaPugliaDInverno

Il mal di Puglia. Si riesce a provarlo anche se non si ha mai abbandonato questa terra, perché l’attrazione verso di lei è così potente da far paura, perché sai di non di non essere in grado di dimenticarla. Questa è una terra che, dolcemente, ti mette le manette, senza che tu possa avere il tempo di accorgertene. Non è una questione di orgoglio meridionale, è solo un fatto di

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“Paradossi della scrittura e altri racconti” – Alessandro Abbate

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro di Alessandro Abbate, intitolato Paradossi della scrittura, è la copertina: la libreria dalla forma cilindrica ricolma di un’acqua che è tinozza, piscina, ma anche lago, da cui parte o forse arriva un fiume, un’acqua sfiorata da foglie che mirano ad un paesaggio più lontano accecato dal sole. Al di sotto del mondo esterno si staglia un parquet, coperto da un

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Cup of books: “Norwegian wood”

È un venerdì pomeriggio piovoso. Mi sembra il momento più adatto per accendere la mia nuova candela al mashmallow abbrustolito e sedermi alla scrivania. Fuori c’è ancora la luce. Qualcosa sta cambiando, lo sento. Piove, ma è una pioggia diversa, che non fa male. Una pioggia che porta speranza, la promessa di una nota calda di cui posso sentire il profumo mischiato a quello della cera dolce in procinto di

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Cup of books: “La ragazza con l’orecchino di perla”

Esistono così tanti libri al mondo che rileggere più volte uno stesso romanzo mi è sempre parsa una perdita di tempo senza eguali. In più, devo ammettere che la paura di vedere crollare nel mio piccolo universo un libro che ho amato alla follia perché letto in un certo periodo della vita mi sovrasta. Credo che i bei libri siano come le relazioni amorose: ti conquistano alla prima pagina, sprigionano

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Cup of books: “Niente Canzoni d’amore” – Bukowski

Bukowski. Sarebbe troppo facile berci su. E infatti, ci provo. È venerdì pomeriggio. Ho solo bisogno di una tazza e, per favore, Niente canzoni d’amore. Basta frutti rossi, vaniglia, miele, mou e altre stronzate del genere. Non voglio neanche sentire una nota sdolcinata in questo pomeriggio di novembre. Siamo solo io, il libro e tutte queste pagine che trasudano alcol, soldi, delusioni e donne. Un racconto segue l’altro lasciandoti dentro

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