Posts by Marina Lomunno

“Sotto questo sole tremendo” – Carlos Busqued

La nuova scrittura argentina ha trovato un altro cantore: è Carlos Busqued, quarantatreenne del Chaco, che con il suo romanzo d’esordio ha vinto nel 2008 il prestigioso premio Herralde. Conferito ogni anno dalla casa editrice Anagrama ad un romanzo inedito in lingua spagnola, questo riconoscimento si traduce nella pubblicazione del romanzo. È quanto avvenuto, appunto, a Sotto questo sole tremendo, tradotto già in diverse lingue e pubblicato in Italia da

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“Opendoor” – Iosi Havilio

La protagonista e voce narrante di Opendoor non ha un nome che la identifichi, né aggettivi che la descrivano. Sappiamo di lei che lavora in una clinica veterinaria gestita da una donna che la tratta senza convenevoli. Ha una compagna, Aída, fotografa freelance: si sono conosciute in un bar e poco dopo sono andate a vivere insieme. Lo sfondo è una Buenos Aires sopraffatta dalla calura estiva. Una mattina la

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“Cronache di poveri amanti” – Vasco Pratolini

Immaginate di essere a teatro, e di fissare il palco davanti a voi. La scenografia è un vicolo corto e stretto, senza marciapiedi; nella realtà esso non è distante dal centro di una grande città, ma è come se ne fosse escluso. Piano stradale lastricato e, oltre alle case, una carbonaia, un albergo, una mascalcia. Il resto dell’attrezzatura scenica è scarno, servirà a rappresentare i pochissimi cambi di scena. Non

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“Swimming Home” – Deborah Levy

——————————————————————————————— In English ——————————————————————————————— I’m not a writer, but if I were so, I’m sure I wouldn’t sit at my desk with a decalogue of good writing, trying to produce a perfect piece of fiction. I would not subordinate my creativity to someone else’s rules, even if this ʻsomeone elseʼ were a great writer, the best writer. Someone like Italo Calvino. So it is most unlikely that Deborah Levy was

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“Cordiali saluti” – Andrea Bajani

Andrea Bajani riassume in 89 pagine di ironia amarissima i motivi fondamentali di alienazione dell’uomo medio contemporaneo: i falsi obiettivi, che lo inducono a cercare un’identità in ciò che di (discutibilmente) utile egli produce; la precarietà cronica, che lo costringe a conservare scatoloni vuoti sotto la scrivania d’ufficio, ad evitare di trovarsi impreparato di fronte all’improvvisa, seppur sempre incombente, necessità di raccogliere le proprie cose e sgomberare la stanza; l’ansia

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“Il cimitero dei pianoforti” – José Luís Peixoto

Nel «tentativo dissennato di definire a un amico una parola indefinibile», Antonio Tabucchi scrisse una lettera a Remo Ceserani in cui ripercorreva le origini storico-culturali, le possibili etimologie, i tentativi di traduzione della parola Saudade. In italiano, la traduzione più comune del termine è nostalgia, parola che tuttavia, dice il grande lusitanista, è troppo giovane per definire un concetto antico come quello di saudade (potremmo usare il dantesco desío, in

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“Not just another guide to London – Percorsi, storie e segreti tra il cielo e il Tamigi” – Neri Paoloni

Chiunque sia stato a Londra, anche solo per una volta e per un giro frettoloso fra i luoghi da cartolina, avrà messo piede a Soho, quartiere della frenetica vita notturna, della celeberrima Piccadilly Circus con la sua statua di Cupido, dello shopping nella vicina Oxford Street e della cultura, con i teatri del West End. Ma pochi sanno che anche qui fuggire dalla ‘pazza folla’ si può, e si rischia

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“Eravamo bambini abbastanza” – Carola Susani

Se dovessi esporre un’unica motivazione per cui valga la pena di leggere questo romanzo, farei leva su una caratteristica che lo colloca fra i tentativi letterari riusciti di interpretazione e mimesi della vita: è un romanzo che bandisce ogni forma di univocità. In una prosa discontinua, costantemente interrotta da flashback e “storie nella storia”, Carola Susani ci racconta la fiaba contemporanea di una strana famiglia, composta da sette bambini, provenienti

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“Il bambino che collezionava parole” – Juan Pablo Villalobos

Tochtli è un bambino messicano. Adora leggere il dizionario, lo fa ogni sera, e grazie alla sua incredibile memoria conosce e usa parole come “sordido” e “nefasto”. Gli piacciono i cappelli, ne ha una vasta collezione: modelli provenienti da tutto il mondo. Ama anche gli animali, soprattutto quelli in via di estinzione: ultimamente cioè che desidera più di tutto è allevare un ippopotamo nano della Liberia. Tochtli, in definitiva, è

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“Acquaragia” – Stefano Domenichini

Acquaragia è incluso in Corsari, la collana che la casa editrice Perdisa Pop ha dedicato alla «Narrativa italiana di qualità». Quello di qualità è diventato, soprattutto negli ultimi tempi e soprattutto in letteratura, un concetto estremamente volatile e soggetto all’interpretazione individuale. A Stefano Domenichini, bisogna ammettere, non mancano certo le idee: Cristo che si rifiuta di risorgere; un gruppo decisamente eterogeneo di hippy che parte alla volta di Washington per

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“Come una pietra che rotola” – Maria Barbal

Quando questo romanzo breve uscì in Spagna, nel 1985, si inserì subito come elemento di discontinuità nella tradizione prettamente ‘urbana’ della letteratura catalana dell’epoca: Come una pietra che rotola segna il ritorno alla campagna, cuore pulsante della Catalogna di inizio Novecento, tempo immobile scandito dall’alternarsi delle stagioni e dalle fatiche quotidiane, improvvisamente sconvolto da due drammi: la Storia e la Modernità. In 150 pagine accompagniamo Conxa, protagonista del romanzo e

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“Leggere Lolita a Teheran” – Azar Nafisi

Ci sono delle immagini fisse a cui gli occidentali associano l’Iran: donne velate e private di ogni diritto, manifestazioni di piazza punite con esecuzioni sommarie, pubblici deliri di presidenti pseudo-eletti che predicano distruzione e condanna in nome di Allah. Soprattutto i nati dopo il 1979, anno della rivoluzione islamica che ha portato alla dittatura di Khomeini, non hanno idea di ciò che era l’Iran prima, quando la vita, i desideri,

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