Una volta mi è stato detto che La noia è un libro pesante, senza dubbio più de Gli indifferenti e di altre opere moraviane. Ebbene, non posso che dissentire con chi fece quell’affermazione. “Pesante”, come intendo io questo termine, non lo è affatto: argomento molto impegnativo e non certo da libro harmony (ma quando mai [...]
Archivio per la categoria “Novecento”
Recensioni di romanzi italiani e stranieri del ’900
“Amore” – Inoue Yasushi
Gli scrittori giapponesi hanno la capacità di toglierci violentemente la calda coperta con cui tentiamo di riscaldarci ogni giorno, portando a galla le nostre più gelide inquietudini. I tre racconti di Yasushi, uno dei maggiori scrittori giapponesi del Novecento, racchiusi nella copertina azzurra di “Amore”, analizzano i diversi modi in cui tale sentimento può intromettersi nella vita [...]
“Le città invisibili” – Italo Calvino
A volte sembra davvero assurdo dover riempire un foglio bianco di parole adatte a descrivere un grande libro. Vorrei scrivere semplicemente un aggettivo. Punto. Eppure sono qui, di fronte al monitor del mio computer con i polpastrelli sulla tastiera. L’ho letto in tre giorni, sbagliando. Mi sono accorta, infatti, che un’opera di Calvino come questa [...]
“Guerre politiche” – Goffredo Parise
Eventi esterni mi hanno portata alla lettura di questo libro, e meno male. Fino a poco tempo fa, infatti, non avevo neanche immaginato di avvicinarmi a Guerre politiche e se non fosse stato argomento di un esame universitario probabilmente non avrei mai conosciuto e apprezzato quest’opera di Goffredo Parise, scrittore e, qui soprattutto, reporter. Guerre [...]
“L’odore del sangue” – Goffredo Parise
Nel 1979 Goffredo Parise aveva cinquant’anni ed ebbe un infarto. Ripresosi, scrisse L’odore del sangue, il cui dattiloscritto, come racconta Cesare Garboli, fu avvolto in una custodia, sigillato coi piombini e la ceralacca, e chiuso in un cassetto. Cassetto che fu riaperto poco tempo prima di morire. Parise rilesse il suo lavoro, ma non riscrisse, [...]
“Una donna” – Sibilla Aleramo
Una donna ha segnato l’inizio di un’epoca, quella in cui quegli esseri amorfi, senza spina dorsale, asserviti all’uomo, considerati incapaci, defraudati della loro dignità hanno cominciato ad alzare la testa, a rendersi conto del loro status spesso e volentieri disumano, a pretendere rispetto perché degni di rispetto. E non è un caso che quest’opera (non un [...]
“Petrolio” – Pier Paolo Pasolini
Non ho dovuto scrostare le macchie di petrolio sulle mani, mentre leggevo quel materiale letterario incompiuto – ché romanzo non lo si può definire – in ogni dove: in treno, al parco, sul divano, a tavolino. Ma ho dovuto fare i conti con tutta la realtà che orbitava attorno all’oro nero. Sono penetrata, trascinata dalla [...]
“L’insostenibile leggerezza dell’essere” – Milan Kundera
L’insostenibile leggerezza dell’essere. Un titolo che quando lo vedi la prima volta non puoi non lasciarti scappare uno “uau”. Il libro ti attrae come fosse un magnete, sospinto dal giro lungo e un po’ ampolloso di parole contraddittorie in sé insite: “leggerezza”, “insostenibile”, “essere”. Siamo prigionieri. Kundera ha potuto far uscire questo libro nella sua [...]
“Sulla strada”− Jack Kerouac
Ho viaggiato per l’America, da una costa all’altra, su autobus, treni, piattaforme trainate da camion, su piedi mai troppo stanchi per calpestare la strada che mi avrebbe portato ad ovest. Ho mangiato torta di mele con gelato: diventava sempre più buona man mano che ci si addentrava nello Iowa, le fette più grosse, il gelato [...]
“Cecità” – José Saramago
Di punto in bianco, un uomo perde la vista. Le parole sono messe lì apposta, perché all’improvviso tutto diventa bianco, invece che nero, come nella classica cecità. Cecità è ambientato ovunque, in un tempo indefinito ma sicuramente moderno, dato che ci sono macchine e semafori. Senza sintomi pregressi, avvisaglie o altre spiegazioni, uomini e donne [...]
“Vuoi star zitta, per favore?” – Raymond Carver
Nove mesi fa, in riferimento a Cattedrale di Raymond Carver, scrivevo: Non è lui a dirti cosa quel racconto volesse trasmettere. No, lui ti dice: arrivaci tu, resta un giorno o due in queste vite di altri. E così succede che queste vite durino nella memoria, anche a distanza di un anno. Mi sono autocitata non certo [...]
“Se una notte d’inverno un viaggiatore” – Italo Calvino
La prima cosa che mi è saltata all’occhio (e alla mente) nel corso della lettura di Se una notte d’inverno un viaggiatore è quanto Calvino si sia divertito a giocare con i pronomi soggetto. Un insolito tu nella cornice, quando si rivolge al protagonista del romanzo, il Lettore; e, insieme al tu, lei, usato per introdurre il personaggio femminile, [...]








