Category Altroscaffale

“A un passo dall’inizio” – Aldo Ceci

670 pagine potrebbero spaventare, ma se un libro è ben scritto e la storia ti prende non c’è motivo di “inorridirsi” perché quelle pagine scorrono come fiumi di parole, perché quelle pagine sono vita. Cosa cercate in un libro? Il lieto fine, l’amore, il macabro? In questo non troverete raccontata una storia, ma la vita, così come essa si presenta ai nostri occhi: imprevedibile, vivace, ricca di dispiaceri, delusioni, ma

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“Il ritorno del diavolo” – Giovanni Merenda

Non amo particolarmente i gialli, ma sono sempre stata disposta a ricredermi (su quasi tutto). Se Montalbano ha finora monopolizzato il settore di mercato etichettato come “investigativo” e “siciliano”, direi che il commissario Martino può reclamare di diritto una nicchia. Anche se il protagonista è tornato nella sua isola per poco tempo e per sostituire un collega, quella che porta avanti è decisamente una indagine siciliana, e ben costruita. Si apprezza la

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“Facebook caffé”

Il sottotitolo di questo libro è “il luogo dei pensieri”. Fa riferimento alla mescolanza di vite, storie, personaggi e immagini che si incontrano in un bar, luogo per eccellenza dello scambio di “quattro chiacchiere”. Addirittura, in altri tempi, luogo delle rivoluzioni politiche e letterarie, come ricorda un po’ pomposamente Andrea Caponnetto nella premessa iniziale al libro. Certamente non era volontà dei frequentatori di questo virtuale caffè creare una nuova corrente letteraria o

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“Il destino delle nuvole” – Paolo Codazzi

Matematica, nuvole e ricordi sembrerebbero essere i veri protagonisti del romanzo, dal suggestivo titolo, di Paolo Codazzi, autore fiorentino. Una matematica non fatta di numeri e formule, bensì addotta a stile di vita, a forma mentis, una chiave di lettura del mondo, al di là dell’applicazione fine a se stessa. È grazie all’entusiasmo di Lucia, giovane maestra in un collegio livornese, che il piccolo Fulvio, protagonista, fiorentino come l’autore, decide

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“Sto cercando di smettere” – Toni Noar Augello

Speriamo che non riesca a smettere (di scrivere). Questa recensione comincia con un “nonostante”. È una congiunzione bifronte, che può indicare “nonostante una cosa buona”, ed essere seguito da una stroncatura, oppure, ed è questo che il recensito spera, per cui incrocia le dita – o le corde di una chitarra senza proprietario – potrebbe indicare una mancanza del testo, ma essere seguito dalla constatazione che, nonostante il neo, il testo

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“La perversione del male” – Valeria Giaccio

Si vede il cadavere della decima donna, prima che l’identità del serial killer venga scoperta, e tutte le vittime sono posizionate in modo da rievocare l’Incubo di Füssli. In un thriller italiano (ma ambientato a New York) si verifica quanto l’immaginario visivo (e televisivo) statunitense sia egemonico nell’àmbito della letteratura che in Italia è definita “gialla” – dal colore delle copertine Mondadori che hanno importato nel nostro Paese il romanzo

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“La guerra degli Scipioni” – Luca Rachetta

Che il titolo non spaventi. Si legge “Scipioni” in copertina e la mente corre ai ricordi scolastici – e universitari, per gli umanisti – di un Circolo che rappresentava innovatività in campo culturale nella Roma del II secolo a.C. Si legge anche “guerra” e si immagina un antagonista Censore che difende i valori consolidati e si oppone alle novità ellenistiche, con atteggiamento retrogrado. La guerra degli Scipioni di Luca Rachetta potrebbe

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“Diario di un cazzeggiatore” – Samuel Benchetrit

Roman Stern è un cazzeggiatore professionista. È quello che tutti noi potremmo diventare se decidessimo di “essere agiti”, piuttosto che agire noi stessi. Il protagonista rappresenta il prototipo di persona incapace di porre un freno razionale al dolce far niente. Persino il dover ascoltare le lamentele delle persone che, come una calamita, attrae a sé è fonte di noia o fastidio: fosse per lui, si rintanerebbe nel suo guscio, possibilmente con

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“Il borgo d’Oltremare” – Francesco Amato

A chi abbia visto i film di David Lynch sarà forse familiare il complesso meccanismo con cui identità diverse confluiscono in un’unica sfera di percezioni, il senso di straniamento che il lettore/spettatore condivide con il protagonista, lo sforzo di comprensione di situazioni surreali,che non sempre mette il fruitore a suo agio. Il romanzo di Francesco Amato (con una prefazione di Alberto Bevilacqua) si svolge su diversi livelli e sembra concepito dall’autore

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