Category Cup of books

Cup of books: “Norwegian wood”

È un venerdì pomeriggio piovoso. Mi sembra il momento più adatto per accendere la mia nuova candela al mashmallow abbrustolito e sedermi alla scrivania. Fuori c’è ancora la luce. Qualcosa sta cambiando, lo sento. Piove, ma è una pioggia diversa, che non fa male. Una pioggia che porta speranza, la promessa di una nota calda di cui posso sentire il profumo mischiato a quello della cera dolce in procinto di

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Cup of books: “La ragazza con l’orecchino di perla”

Esistono così tanti libri al mondo che rileggere più volte uno stesso romanzo mi è sempre parsa una perdita di tempo senza eguali. In più, devo ammettere che la paura di vedere crollare nel mio piccolo universo un libro che ho amato alla follia perché letto in un certo periodo della vita mi sovrasta. Credo che i bei libri siano come le relazioni amorose: ti conquistano alla prima pagina, sprigionano

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Cup of books: “Niente Canzoni d’amore” – Bukowski

Bukowski. Sarebbe troppo facile berci su. E infatti, ci provo. È venerdì pomeriggio. Ho solo bisogno di una tazza e, per favore, Niente canzoni d’amore. Basta frutti rossi, vaniglia, miele, mou e altre stronzate del genere. Non voglio neanche sentire una nota sdolcinata in questo pomeriggio di novembre. Siamo solo io, il libro e tutte queste pagine che trasudano alcol, soldi, delusioni e donne. Un racconto segue l’altro lasciandoti dentro

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Cup of books: “The Importance of Being Earnest”

Avete mai osservato un panorama, conosciuto un luogo, incontrato una persona, assaggiato un piatto, contemplato un gusto che vi abbiano subito fatto venire in mente una storia? A me è successo poco fa. Nella fretta della quotidianità ho posizionato il pentolino ricolmo d’acqua sul fuoco e ho continuato a fare tutte quelle cose che si fanno ogni giorno. Dopo circa dieci minuti ho spento il fornello e ho versato due

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Cup of books: “Vita precaria e amore eterno”

È venerdì. Piove. Non serve altro per farmi decidere di afferrare un libro dallo scaffale più alto, per sedermi sul divano mentre di là, in cucina, l’acqua è in procinto di bollire. Non mi ricordo perché ho comprato questo romanzo, né quando l’ho letto, riesco soltanto a sentire nuovamente sulla mia guancia la sensazione di quella lacrima che attraversò la pelle nel momento in cui lo terminai. Poi spensi la

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