Category Fame da libri

Fame da libri. “La lettrice golosa” – Cara Nicoletti

Spesso le passioni più profonde nascono quando si è piccoli per trasformarsi da grandi in (quasi) devozione. Nata a Boston, nipote di un macellaio, Cara Nicoletti trascorre l’infanzia nella macelleria di suo nonno, nascondendosi dietro secchi di strutto e carni imponenti, divorando libri e merende fatte di panini con paté di fegatini pollo e salsicce. Crescendo, la ragazza coltiva il suo amore per i libri e si trasferisce a New York.

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Fame da libri. “Il quaderno di Maya”, Isabel Allende

A soli diciannove anni Maya Vidal è già consumata dalla vita. Dopo la perdita del suo amato nonno Popo, è caduta in un abisso oscuro e profondo: la droga, la violenza e l’alcool le hanno dilaniato il corpo e l’anima come una deflagrazione. Ricercata dall’FBI e da un gruppo di delinquenti senza scrupoli, grazie all’intervento della sua cara nonna Nini, Maya trova rifugio sull’isola di Chiloè, nel sud del Cile.

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Fame da Libri. “L’estate del cane nero”

C’è qualcosa di speciale nei romanzi di Francesco Carofiglio, una magia difficile da spiegare. Un misto di nostalgia e di polvere, ricordi lontani e storie ambientate spesso in Puglia. Sarà per le mie origini baresi che i suoi libri mi attraggono come una calamita. Questo “campanilismo letterario” mi ha spinto ad avventurarmi in più di un suo libro. Il primo che ho letto è L’estate del cane nero. La storia

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“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” – Catena Fiorello

  Qual è il fulcro attorno al quale ruota una famiglia? Qual è il luogo più accogliente e caldo di una casa? Senza dubbio la cucina. Quando entro in una casa sconosciuta, la prima stanza che osservo con attenzione (oltre a un’eventuale libreria che trabocca di libri) è la cucina. Dal suo arredo, dal colore delle presine e utensili appesi, dalla cura del suo disordine, mi faccio un’idea delle persone

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Fame da libri. Marmellata di chabacanos, tratto da “Dolce come il cioccolato” di Laura Esquivel

Cibo e desiderio: prima puntata Quanti sono i romanzi che raccontano il nesso profondo tra cibo e desiderio? E quanti ancora i film? Come dimenticare le scene piccanti e sensuali del cult Nove settimane e mezzo? E le canzoni? Ricordate il testo di Vieni a vivere con me di Luca Carboni, la parte in cui il cantautore bolognese fantastica su usi alternativi della maionese? E che dire degli studi scientifici

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Fame da Libri. La Luisona (tratto da “Bar Sport” di Stefano Benni)

Forse parlerò per frasi fatte ma a me i proverbi piacciono e li uso spesso. Ebbene, l’apparenza inganna. Quante volte ci sarà capitato di svegliarci al mattino con la seria e irremovibile intenzione di fare colazione al bar e una volta arrivati ordinare un cappuccino (ho scoperto di recente il cappuccino d’orzo ed è stato un colpo di fulmine) e una brioche, magari sì, quella lì che ci fa l’occhiolino

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Fame da libri. Le estati di Monsieur Arthens (da “Estasi culinarie” di Muriel Barbery)

Ho molti romanzi nel cuore, ma ce n’è uno in particolare che suscita in me emozioni e tantissimi ricordi. È un romanzo breve, un libretto piccolo dalla copertina morbida e non troppo vistosa, tanto che sullo scaffale di una libreria probabilmente passerebbe inosservato. Eppure il suo titolo evocativo e intrigante, così come il nome dell’autrice, costringono prima o poi anche il lettore più distratto a soffermarsi e a sbirciarci dentro.

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Fame da libri. Il cibo disgustoso di Prétextat Tach

Si può affermare in maniera assoluta che tutto il cibo è prelibato? Esiste una certa oggettività nel gradimento di un cibo? Prendiamo una coppa di fragole ricoperte da una nuvola di panna fresca appena montata, per esempio. Piacerà davvero all’intera umanità? E ammesso e non concesso che non tutto il mondo la gradisca, potremmo forse condannare gli scettici? Come dice il proverbio? De gustibus non disputandum est, riguardo ai gusti

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Fame da libri. Le costine di maiale di David Copperfield

Le ricette di casa Clerici, cotto e mangiato della Parodi, la Spisni e via dicendo. Noi bibliofili siamo stanchi di vedere tanta carta sprecata così. Tuttavia, pur affermando di poter vivere del solo profumo dei libri e di cibarci delle parole dei nostri romanzi preferiti, siamo anche consapevoli che qualcosa di sostanzioso dobbiamo pur mettere nello stomaco. Continua quindi questa rubrica grazie alla quale gustare le pietanze che leggiamo nei

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Fame da libri. La preparazione delle minne (da “Il conto delle minne”)

I grafici e gli esperti di marketing, che per mestiere disegnano o scelgono le immagini delle copertine dei libri, hanno una grande responsabilità: spesso l’acquisto e la lettura di romanzi sono dettati dalle emozioni che affiorano in noi guardando la foto che fa da sfondo al titolo del libro. È quello che mi è successo con il romanzo Il conto delle minne, di Giuseppina Torregrossa. La figura in copertina non

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Fame da libri. Saltatempo

Chiamatela “deformazione professionale”, ma ascolto volentieri consigli di lettura e di cucina. Quelli in tv, quelli degli amici, quegli degli sconosciuti quando mi ritrovo in libreria con un volume tra le mani a leggerne l’incipit, indecisa se comprarlo oppure no. La persona che mi è accanto guarda caso l’ha letto e rapita mi descrive le sensazioni che ha provato.  Mi sono ritrovata spesso a segnare su un pezzo di carta,

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Fame da libri: la prima lezione di cucina di Miss Celia

Nell’era di Instagram, Pinterest, Facebook e chissà quali altri social network, la prima regola, si sa, è l’immediatezza del messaggio che in quel momento (praticamente ogni istante della giornata) si vuole condividere. E cosa c’è di più immediato di uno scatto, di un’immagine che riprende ed esalta un piatto, un candido muffin ricoperto da una grandine di zucchero per esempio; o una rosetta calda, appena sfornata magari ripiena di rosee

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