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“Confessioni di un artista di merda” – Philip K. Dick

Io sono fatto d’acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d’acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere. Inizia così Confessioni di un artista di merda (Confessions of a Crap Artist). Non sorprende e non dice nulla di nuov,

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“Vipera” − Maurizio De Giovanni

Napoli. Napoli. Napoli. Napoli nel sole di primavera che illumina le strade. Napoli nell’atmosfera di trepidante attesa che precede la Pasqua. Napoli nell’aroma della pastiera che scalda l’aria. Napoli nelle grida dei bambini, nei sorrisi delle donne, nel disordine di via Toledo. E poi ancora Napoli, nel dolore di un morte improvvisa, nelle perversioni della mente umana, nelle violente passioni dei suoi abitanti. È questa città, contraddittoria e straordinaria, la

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Cup of books: “Norwegian wood”

È un venerdì pomeriggio piovoso. Mi sembra il momento più adatto per accendere la mia nuova candela al mashmallow abbrustolito e sedermi alla scrivania. Fuori c’è ancora la luce. Qualcosa sta cambiando, lo sento. Piove, ma è una pioggia diversa, che non fa male. Una pioggia che porta speranza, la promessa di una nota calda di cui posso sentire il profumo mischiato a quello della cera dolce in procinto di

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Cup of books: “La ragazza con l’orecchino di perla”

Esistono così tanti libri al mondo che rileggere più volte uno stesso romanzo mi è sempre parsa una perdita di tempo senza eguali. In più, devo ammettere che la paura di vedere crollare nel mio piccolo universo un libro che ho amato alla follia perché letto in un certo periodo della vita mi sovrasta. Credo che i bei libri siano come le relazioni amorose: ti conquistano alla prima pagina, sprigionano

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