“Che fine ha fatto Mr Y?” – Scarlett Thomas

Ho preso questo libro in mano innanzitutto perché ha una copertina stupenda. Guardatela: color rosso-marrone scuro, caratteri gotici stile tardo XIX secolo, una grande lanterna al centro che illumina la pagina. Direi che è stata magnetica: ho preso il libro, l’ho guardato ammirata, l’ho girato per leggerne la sinossi e capire di che parlava. In breve, la storia di una ricercatrice di letteratura inglese alle prese con un libro maledetto e rarissimo da cui derivano conseguenze imprevedibili. Rigiro il libro per riguardare la copertina. Ci sono anche gli entusiastici commenti di D’Orrico, della Lupperini, di Douglas Copland e di Philip Pullman. L’idea era quella di leggere un libro ‘leggero’ durante le vacanze di Natale e Mr Y era nel genere fantascienza, indi, niente di meglio per far volare un po’ la testa. Perciò, è fatta, lo compro. Ragionando saggiamente, non bisognerebbe mai fare acquisti sulla base di impulsi emotivi o facendosi irretire da una bella copertina, ma talvolta l’acquisto intuitivo si rivela giusto. E mai scelta fu più saggia e giusta di questa! Mi sono attaccata a Che fine ha fatto Mr Y al punto da cercare di diluire la lettura delle ultime pagine perché non volevo che il libro finisse e che in metro ero costretta a guardare fuori il nome della fermata per paura di perderla, perché persa nella lettura.

Che fine ha fatto Mr Y. è in realtà anche il nome del libro maledetto di cui si impossessa la protagonista. Questo libro contiene una formula capace di portarti nella Troposfera, non luogo poco chiaro nel quale è possibile entrare nelle menti delle altre persone. Essa è come il pensiero di tutti i pensieri, la mente di tutte le menti. Inoltre, lì puoi effettuare la Pedesis, ossia puoi viaggiare nel tempo e nello spazio. E non solo: nella Troposfera potresti persino trovare Dio (o altri dei).

Ho già svelato troppo della trama e comunque nessuno di questi motivi è fondamentale affinché il libro sia nella categoria “da leggere”. Ci sono parti del libro in cui la protagonista parla con e di scienziati, uomini di fede, fisici e filosofi, come nella fantastica discussione tra “disegno intelligente” e teoria evoluzionista. Le domande che Ariel Manto si pone sono finalizzate a scoprire “cosa c’è dietro”: com’è il nostro mondo, com’è fatto, chi ha ragione (religiosi o scienziati), cos’è l’anima, chi la possiede, cosa c’è oltre, ecc. Ovviamente, il libro non risponde a niente di tutto ciò (non è un testo filosofico o religioso o scientifico) ma induce alla riflessione - sulle religioni (esse sono i pensieri degli uomini? Dio è fatto di preghiere? perché per ogni religione la donna è meno degna a priori di essere il numero uno?), sulla scienza (è giusto avere milioni di topi in gabbia che subiscono esperimenti di ogni tipo per dimostrare teorie sul mondo che loro non conosceranno mai?) sulla coscienza (com’è nata? se è apparsa all’improvviso nell’uomo, cosa mette in dubbio che possa apparire altrettanto all’improvviso nelle macchine?) - in modo appassionante, mentre la sua storia diventa sempre più la tua droga letteraria.

Certo, si possono muovere un sacco di critiche all’autrice, come l’introdurre alcune scene di sesso per rendere la storia più coinvolgente o il non aver approfondito o chiarito taluni aspetti, ma, a mio parere, sono tutte vacue. Che fine ha fatto Mr Y è  intenso, stimolante, originale, e i suoi ragionamenti ti resteranno a lungo dentro, inducendoti a riflettere su temi non convenzionali, aprendo la porta verso mondi, dell’anima e del pensiero, poco noti.

Azzurra Scattarella

Scarlett Thomas, Che fine ha fatto Mr Y. , Newon Compton Editori, 2006, € 6.90

Un commento a ““Che fine ha fatto Mr Y?” – Scarlett Thomas”

  1. fb_avatar Andrea Corona says:

    Questa recensione mi entusiasma perché si situa nel bel mezzo delle mie letture di Hans Jonas (temi: Dio, scienza, fede, tecnica, bioetica).
    E il bello è che ho scoperto questo autore grazie alla gara di recensioni attualmente in corso sul sito, che mi ha spinto alla lettura del suo libro
    “Il concetto di Dio dopo Auschwitz”
    (e inoltre – lo dico tra parentesi – i temi di questo romanzo aderiscono anche al saggio di Heisenberg che ho testé recensito).
    Insomma, è gratificante constatare il buon esito dei propositi del sito, e penso allo scambio, al confronto, alla crescita e al dibattito.

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