“Fight Club” – Chuck Palahniuk

Visualizza tutte le recensioni di opere di Chuck Palahniuk

fight club

Facce da Fight Club. Tumefazioni, nasi rotti, labbra spaccate, occhi gonfi. Pugni e odio. Calci e liberazione. Immaginate di trovare nella lotta corpo a corpo un espediente per tirar fuori tutto l’odio che provate per il mondo, per la vostra banale vita, per il vostro lavoro che non vi dà stimoli. Fight Club: potente antidepressivo.

Di facce da Fight Club se ne incontrano tante nel romanzo. Le più frequenti sono quelle dell’anonimo narratore e di Tyler Durden, la sua guida, il suo faro. Da una scazzottata liberatoria nasce l’idea del Fight Club, una sorta di mondo parallelo della durata di cinque ore, dalle due di notte del sabato alle sette della domenica mattina. Cinque ore di puro combattimento, a mani nude, senza camicia, nei locali di periferia. La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club. La seconda regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club. Massima discrezione su questo circolo di lottatori.

Per combattere l’insonnia il protagonista segue i circoli dei malati terminali di cancro. E questa soluzione funziona. Finché non arriva Marla Singer: anche lei finge di essere malata per sentirsi meno sola al mondo, ma la sua presenza è destabilizzante per il protagonista. Torna l’insonnia e allora Tyler Durden diventa l’emblema della forza, della potenza e dell’onnipotenza. Tyler che sa tutto, Tyler che ha un piano per ogni evenienza, Tayler, l’inventore del Fight Club, quel “signore” tanto rispettato dalla gente con i volti da Fight Club.

E si assapora puro delirio, quando Tyler Durden, arricchitosi con i proventi derivanti dalla produzione di sapone,  intende distruggere l’intera civiltà per mezzo del progetto Caos e i vari comitati Incendiari, Aggressioni, Scherzi e Disinformazione. Lo stesso protagonista è disorientato da tanta violenza. Dovrà opporsi. E per farlo, dovrà scontrarsi con Tyler.

Un viaggio frenetico, ai limiti della pazzia, permeato di violenza, odio, insofferenza, fallimenti. Un viaggio da intraprendere.

Angela Liuzzi

Chuck Palahniuk, Fight Club, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, euro 9,00

5 commenti a ““Fight Club” – Chuck Palahniuk”

  1. azz says:

    …palahniuk affascina eh? ;)

  2. Raskol'nikov says:

    Ebbene sì!

  3. Angela says:

    Sì, è stato un viaggio insolito e, allo stesso tempo, particolarmente affascinante. :)

  4. Silvana says:

    GENIALE! il fatto è che non si tratta solo di odio o violenza (“senza dolore , sacrificio non avremo niente” ) si tratta di un libro che mette a nudo quello che siamo diventati :SFEGATATI CONSUMATORI..”sottoprodotti di uno stile stile di vita che ci ossessiona” Come Tyler anche a me ciò che spaventa sono le celebrità sulle riviste.. farmaci per i capelli ..viagra.. la televisione con 500 canali.. il nome di un tizio sulle mie mutande.. le calorie !!!credo anche io che “è solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare ogni cosa” proprio perchè “le cose che possiedi alla fine ti possiedono”. Per questo è geniale perchè è un libro che sveglia le coscienze e se vuoi può anche farti cambiare idea.. magari chi aveva in mente di comprarsi un divano nuovo per arredare casa o una maglia firmata guess per sentirsi figo o alla moda si compra un suo libro!;)
    ps:complimenti Angela per la tua recensione !un saluto!

  5. Angela says:

    E’ vero Silvana, hai fotografato egregiamente un altro elemento estremamente interessante di Fight Club, quello legato al consumismo e alla superficialità della vita odierna! E ti ringrazio per questo commento, con il quale hai arricchito la mia recensione (nella quale ho posto l’accento su altri aspetti, raccontando, forse in maniera un po’ razionale e schematica – cosa che Fight Club non è! -, la storia di fondo del libro).
    Grazie mille ancora!
    Un saluto anche a te e a presto.
    P.S. Grazie per il complimento (:

Commenta “Fight Club” – Chuck Palahniuk