Ci sono periodi in cui hai voglia di leggere qualcosa di ‘leggero’, ma che allo stesso non sia banale. Un libro che riesce a trasportarti in un luogo parallelo, relativamente tranquillo, che riesca a distendere le tensioni senza troppo impegno. E non sempre è facile imbattersi in una lettura di questo tipo. A volta si rischia, infatti, di leggere qualcosa di insipido, niente di nuovo e, soprattutto, qualcosa che non ti lascia nulla. Per fortuna questo non è stato il mio caso, almeno per ora.
Ero alla ricerca di un libro del genere, quando mi sono imbattuta ne L’ultima riga delle favole, che richiama subito alla mente quella inutile (?) postilla che spesso abbiamo sentito e letto da bambini: E vissero felici e contenti. E proprio quest’ultima riga lasciava insoddisfatto il protagonista di questa storia, Tomàs. Lui avrebbe voluto sapere che cosa succedeva davvero, dopo. Tomàs è un uomo di mezza età, un uomo del nostro tempo che non crede più in niente e che è in continua evasione: fugge dai sentimenti e da tutto ciò che potrebbe procurargli dolore. Ma allo stesso tempo è un uomo che, dietro la maschera del cinismo, conserva intatta la capacità di meravigliarsi e nasconde un desiderio, quello dell’anima gemella. E sarà proprio questo desiderio a salvarlo. Catapultato in un luogo magico, spirituale, Le Terme dell’Anima, svolgerà un sorta di percorso iniziatico e incontrerà una serie di personaggi fuori dal comune che lo aiuteranno a comprendere il senso della vita e a rispolverare il passato, dal quale ripartire per riuscire ad amare prima se stesso e poi gli altri.
È una sorta di “pomata dell’anima”, come lo ha definito l’autore stesso, e i suoi ingredienti principali sono: una scrittura impeccabile e profonda; le favole di ogni tempo, ognuna con un preciso messaggio; i libri che costituiscono una parte fondamentale della storia, come della vita; e tanti altri tutti da scoprire. È un concentrato di emozioni e interrogativi, che spesso costituiscono il vissuto di ogni individuo; un lettura ‘leggera’, ma non banale, una scrittura sì scorrevole, ma non sempliciotta, una favola moderna e fantastica, ma ricca di richiami al presente. Un libro, insomma, che non tutti sapranno apprezzare, ma che io ho vissuto!
Simona Leo
Massimo Gramellini, L’ultima riga delle favole, Longanesi, 2010, pagg. 258, con illustrazioni di Paolo d’Altan, euro 16,60.
















