«Questa è l’unica regola che ho osservato in ogni mia storia: i disperati non hanno mai possibilità di scelta».“Per alleviare insopportabili impulsi” – Nathan Englander
«Questa è l’unica regola che ho osservato in ogni mia storia: i disperati non hanno mai possibilità di scelta».Questa frase la pronuncia il grande Zunser ne “Il Ventisettesimo”, racconto che apre Per alleviare insopportabili impulsi di Nathan Englander. Mi è rimasta impressa perché in una frase esprime lo spirito intero della raccolta, ma è anche una riflessione profonda sull’umanità ed una certezza dovuta alla stupidità del male.
Le colpe ingenue della vita quotidiana, i meccanismi folli ed idioti di una dittattura, i desideri ossessionanti, le crisi fulminanti, la tragedia e la farsa in un teatro. Nove racconti ambientanti ovunque e in qualunque momento storico, anche se in uno e nell’ altro ci riconosciamo un po’. Una verve ironica, degna della cultura che sostiene la penna dell’autore, e una capacità innata di arrivare sin dentro al succo di ogni situazione: con lucidità ed estremo realismo, Nathan Englander porta alla luce i dimenticati crimini di tutti i giorni e le obbrobbriose immoralità colletive, esaltando i meriti e le singolarità di ogni attore in prima scena.
Ok, non ve l’ho ancora detto, ma tutti (icluso il gilgul* di Park Avenue) i protagonisti di questi racconti sono ebrei. Potrebbero appartenere a qualsiasi altra razza, avrebbero altre parole in lingue bizzarre e altri riti altrettanto strani (ad occhi gentili). Forse perché Nathan Englander è cresciuto a New York e si è laureato negli States, pur essendo un ebreo ortodosso educato in una yeshiva (una scuola talmudica). O forse perché “Nathan Englander è l’erede luminoso della tradizione yiddish”, per dirlo con le parole di Moni Ovadia – con le quali non posso che essere d’accordissimo.
Potrebbe, ma non è. Non in tutte le città accade ciò che accade a Gerusalemme. Il tuo caffè non viene interotto da una sirena, la paura di non vedere mai più la tua ragazza non è così costante, l’ostinazione a non lasciarsi terrorizzare e la comparazione con altri incidenti per cui la mortalità è molto più alta (ad esempio, essere investiti da una macchina) non è un parametro con cui normalmente soppesiamo le incertezze della nostra vita quotidiana. “La nostra saggezza”, ultimo racconto del libro, è tutte queste cose, rappresenta la forza di chi sa che non deve cedere, di chi disperatamente va avanti, di chi porta un fardello pesante quanto una nazione.
L’immensa umanità dei personaggi, disperati, impazziti, ridicoli o ebrei che essi siano, sono tutti paurosamente, dignitosamente, “veri”. Tanto da farti riflettere sulla tua di situazione e da appoggiarli anche nelle loro pazze scelte d’ amore, di fede o di passione.
* lett. “ciclo”, per esteso una persona la cui anima si è reincarnata.
Azzurra Scattarella
Nathan Englander, Per alleviare insopportabili impulsi, Mondadori, 2007, € 8.40















