Chi non conosce il film Hellraiser e Pinhead, suo protagonista, icona del cinema horror? Persino coloro che non dovessero essere appassionati del genere avranno sicuramente, almeno una volta nella vita, incrociato qualche foto del Cenobita per eccellenza navigando nel web, ed è di loro che tratta il romanzo Schiavi dell’Inferno di Clive Barker: i Cenobiti e il cubo di Lemarchand.
La storia, da cui è stata tratta pari pari la trama del primo film, segue la rinascita di Frank Cotton dopo che, per eccesso di cupidigia, l’uomo è finito nelle mani dei Supplizianti, mostri orribilmente sfigurati che promettono piaceri capaci di andare ben oltre la mera lussuria. Risolto il rebus del cubo, Frank si trova bloccato in un inferno fatto solo di tortura e dolore, un inferno sul quale si apre una via di fuga quando, casualmente, del sangue viene versato nella stessa stanza in cui l’uomo è morto. Ha così via la sua scalata per tornare alla vita, durante la quale Kirsty, una ragazzotta semplice e un po’ tonta, farà capolino, imbattendosi tanto in Frank quanto, a sua volta, nella scatola infernale.
Sinceramente questo è il primo libro di Clive Barker che leggo e l’ho trovato carino (sono un po’ di parte, però, ammettiamolo: amo i “mostri” che escono dalla mente di quest’uomo tanto quanto gli universi malati che sa creare) ma, forse per uno stile narrativo piatto e per nulla “sopra le righe” o per un eccesso di aspettative da parte mia, un po’ di delusione c’è stata: ai Cenobiti viene dedicato poco spazio, ed è un peccato perché le scene migliori del romanzo girano intorno a loro, mentre ai travagli di Frank ne viene dedicato anche troppo. Da un autore definito da molti come il più “visionario” d’America mi aspettavo qualcosa di diverso, di più incisivo, ma è anche vero che le le sue creature – e basta dare uno sguardo alla collezione di action figure Tortured Souls da lui stesso creata per farsene un’idea – non sono forse così semplici da rendere su carta e risultano invece più suggestive e spaventose se proposte sul grande schermo.
Questo libretto (conta appena 128 pagine) l’ho letto solo ora, anni dopo aver visto la serie di film: forse anche per questo considero un difetto il fatto che sfiori appena l’argomento Cenobiti e l’intero realtà che ruota loro attorno – un mondo fatto di perversioni e violenze oltre ogni dire – perdendosi dietro ai drammi personali di Frank. È comunque un romanzo piacevole, si legge alla velocità della luce, e mi sento di consigliarlo più che altro ai fan di Hellraiser, e Barker nello specifico, che a coloro che cercano letture più sostanziose o “elaborate”.
Ursula Arcuri (Regan)
Clive Barker, Schiavi dell’Inferno, Bompiani, 128 pagg, euro 5,16















