Le piacevoli sorprese della piccola editoria. Dell’editoria di nicchia, specializzata, che sceglie di affrontare l’ardua battaglia per la sopravvivenza con una produzione fortemente caratterizzata e tematica. La Casa editrice Florestano, di Bari, pubblica spartiti e testi che abbiano a che fare con la musica; fra questi, fa capolino una trota.
Letteratura e musica, narrativa sonora e note in prosa in questo bel libro di Cristò ambientato a Bari. Di più, in una Bari periferica e malandata.
Il narratore racconta delle prove per un concerto al teatro Piccinni, coprotagonista diventa dunque l’oggetto delle prove, il quintetto di Schubert “La Trota”: fiume, pesce, pescatore e fango vengono incarnati di volta in volta dai suoni prodotti dagli strumenti, dagli esecutori, dalle tensioni fra i futuri concertisti.
Il ricordo della formazione musicale con la signorina Crespi punteggia il racconto delle prove; fa da sfondo la riflessione sul ruolo dell’arte, troppo spesso condannata all’incomprensione e dunque, si teme, inutile.
Ma se il concerto alla fine non ci dovesse essere – per noi lettori, per il narratore –, se le prove fossero destinate ad esaurirsi in sé e l’esecuzione finale non dovesse fare capolino nelle ultime pagine, se la sfiducia nei confronti dell’utilità dell’arte dovesse guizzare, imprendibile, nelle acque del racconto, occorre notare che noi lettori abbiamo comunque pescato un racconto, anche grazie al fango smosso di un apparente fallimento, che si rivela in realtà godibile sinfonia.
Carlotta Susca
Cristò, Come pescare, cucinare e suonare la trota, Florestano, 8 euro















