“44 Scotland Street” – Alexander McCall Smith

Una strada di Edimburgo e un autore di origini scozzesi nato e vissuto in Africa.

Pat è al suo secondo anno sabbatico e decide di andare a vivere da sola. Per questo s’imbatte nel condominio numero 44 di “Scotland Street”, nome decisamente approppriato. E così conosce Bruce, coinquilino con la pettinatura en brosse, e Domenica Macdonald, sessantunenne tutt’altro che noiosa; poi sente il sassofono di Bertie, bambino prodigio che parla italiano con una madre, Irene, decisamente kleiniana.

Dietro la superficialità, dietro all’umorismo di tutti i giorni, dietro l’angolo, la vita. Comune è la storia, comuni sono i personaggi e comuni anche le situazioni. Il pragmatismo delle pagine di McCall Smith è papabile e i suoi personaggi sono veri e bizzarri come le persone che conosciamo nella vita reale.

Ciò che non sono comuni sono sicuramente i discorsi. L’ironia stupenda e crepitante dell’autore arriva puntuale come contrappunto alle azioni normali, anzi normalissime, dei suoi personaggi, ignari oggetti delle nostre risa. Le loro disavventure ci fanno sorridere e sghignazzare, e man mano che la storia avanza ci interessiamo e riconosciamo in essi.

Ah, potrebbe dire qualcuno, quale storia, in questo romanzo non succede niente! È tutto così normale! Beh, vorrei spiegare alle persone che fanno queste critiche due cose: la prima è che 44 Scotland Street è l’insieme dei racconti che McCall Smith ha pubblicato settimanalmente sul Guardian; la seconda è che questa è la vita, le cose succedono e non, la vita scorre, tranquilla, con i suoi piccoli misteri, le sue noie e gioie quotidiane, i suoi momenti intensi e le sue figuracce, e stop.

(Aggiungendo che non credo che nella vita di tutti si parli quotidianamente di Melanie Klein, Jack Vettriano e verkraampte).

O almeno: questa è la vita di Edimburgo, Scotland Street. Leggere per credere.

Azzurra Scattarella

Alexander McCall Smith, 44 Scotland Street, Tea, 2009, € 8.60

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