“FINITA LA BENZINA. Il biglietto scritto a pennarello non diceva di più. Erano cent’anni che si parlava di un giorno lontano in cui sarebbero finiti i combustibili, ma erano quasi venti che i combustibili in generale, benzina, cherosene, gasolio e quant’altro, erano stati razionati.”
Credo che a partire da questo possibilissimo giorno del futuro in cui tutti i carburanti saranno finiti, Beppe Tosco abbia immaginato il suo libro.
Ci sono i personaggi, un breve sunto di società italiana da pubblico tv, collocati nel 2040, fermi alla prese con le solite beghe aeroportuali. Nel futuro raccontato, gli esseri umani girano nudi nell’aeroporto per evitare ogni tipo di attacco terroristico – tipo le giacche esplosive – e prima di partire devono aspettare giorni, se non settimane. Questo perché, per risparmiare sul costo della benzina, gli aerei partono soltanto se completi (toh, i voli charter). L’iniziale fase di attesa è vissuta dall’allegra combriccola in modo diligente e tranquillo: ormai essa è una consona abitudine per i futuri abitanti del pianeta, e i protagonisti trascorrono il tempo diligentemente nell’area V.I.P., sorta di salone/campeggio per i passeggeri, divisi tra il raccontarsi storie intorno al fuoco, mangiando animali di ogni genere (ghiri, rane, lepri), e le distrazioni proposte dal personale aereo, come l’avventurosa escursione nell’area circostante, popolata da felini e altri animali pericolosi. Fulvio, voce narrante e futuro leader, è l’unico a fremere per partire: difatti, deve salvare il fratello da un intervento chirurgico prodigioso, che lo renderà ricco al prezzo di farlo invecchiare. “Una sorta di Dorian Gray!”, come esclama Nicola Sciakretan, uno dei personaggi.
Beppe Tosco, autore televisivo famoso per essere il ghost writer della Littizetto, ha la capacità di prendere delle situazioni quotidiane, spogliarle del residuo di normalità che esse hanno e ridicolizzarle mostrando tutta la loro follia. A volte, l’operazione diventa evidentemente finta e forzata; molte altre volte, l’effetto raggiunto dall’autore è quello di provocare una cinica contagiosa risata. Leggendo, si ride, si sogghigna, si sghignazza, e, talvolta , ci si appunta le frasi più divertenti per poi andare a rileggerle. E magari spararle nel bel mezzo della vita comune, per ridere ancora e colpire anche la propria platea (ah, non fate i furbi, l’avrete fatto tutti).
Indubbiamente, il libro di Beppe Tosco diverte e fa passare più che lietamente il tempo che gli si dedica (imperdibili i battibecchi tra la Morello e il professore, o dialoghi nel linguaggio dei segni di Lowen tra Fulvio e la sua fiamma, e incredibilmente azzeccata la teoria sull’universo che sbaglia mira, proposta come spiegazione a tutti i mali del mondo dall’imbecille titolista). E nonostante tutto, sono sicura che l’immagine di “umani senza combustibile in un giorno settembrino con nuvole”, infine, resta immagazzinata in qualche angolo del cervello del lettore con una sorta di spia rossa accesa. In fondo, quel giorno potrebbe essere domani, soprattutto se continuiamo a comportarci come facciamo. (e saremo capaci di ridere ancora?)
AH, isteria amica mia! (Giorgio Gaber )
Azzurra Scattarella
Beppe Tosco, E’ finita la benzina , Mondadori, 2010, euro 17















