“Io e te” – Niccolò Ammaniti

L’ho letto in 2 ore, in una libreria, dopo aver seguito l’intervista all’autore in un noto programma di Rai 3. Adesso mi domando: come mai le sue parole mi avevano colpito così tanto mentre il libro mi ha lasciato indifferente? Niccolò credevo in te, invece ho chiuso la copertina e sono scappata a lezione senza sentirmi arricchita, senza pensieri, senza riflessioni e con forti dubbi sulla tuo stile. Eppure ho voglia di leggere un altro tuo libro, perché credo in te, anche se non ti conosco, anche se mi hai lasciato negativamente senza parole, anche se mi hai fregato. Voglio dimenticare queste poche pagine trascorse in uno scantinato con un adolescente in fuga da sua madre, da se stesso, dalla sua anormalità, dalle sue parole travestite da menefreghismo; voglio dimenticare il rapporto con una sorella tossicodipendente e i loro giorni passati al piano inferiore, strani e senza tempo. È sempre terribile veder crollare le colonne che reggono quelle portentose idealizzazioni, da noi costruite con così tanta cura, nella vita così come nella letteratura. Fammi credere alla tua bravura Niccolò, perché in quell’intervista mi avevi quasi convinto. Visto che voi siete ancora in tempo non seguite il mio percorso e cominciate a conoscerlo sulla carta. Ci risentiamo quando sarò riuscita nel mio intento: amarlo.

Glenda Gurrado

Niccolò Ammaniti, Io e te, Einaudi, 116 pp., euro 10

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