O nasci giallista o nasci accanito lettore di gialli. Riuscireste a immaginarvi cosa succederebbe se il primo incontrasse il secondo in un penitenziario e insieme scrivessero una storia?Lello Gurrado ha organizzato l’incontro e il risultato è assolutamente esplosivo. Renato Schiavi e Francesco De vita sono colpevoli. Entrambi. Per motivi diversi. Motivi che saranno celati esattamente per 251 pagine. Ma il giallo più esplicito è un altro, quello che riguarda la storia che i due acerrimi nemici costruiscono insieme, con una vecchia Olivetti e la compagnia di una gatto chiamato Dog, perché a Renato Schiavi “piace confondere le idee”. Classica situazione: adulterio, omicidio, i soliti sospetti, secondo omicidio, risoluzione. E no. Non è così semplice, o almeno, è tutto più complicato se la tua mente è così allenata al mistero da voler trovare il particolare più (apparentemente) insignificante e continuare la storia, a modo tuo. La scommessa diventa una sfida, una lotta e la libertà messa in palio si allontana sempre più. Francesco De Vita vive con i personaggi, è ormai nella loro mente e lui, più del giallista, ha negli occhi il colpevole. Ma non voglio svelarvi altro, anche perché il macro-giallo è un altro e più sadicamente contorto del primo. La scommessa di Lello Gurrado ricorda una partita di Bowling in cui, dopo 11 Strikes quel maledetto birillo, rimasto in piedi al dodicesimo lancio, ti ricorda che hai dimenticato un piccolo, misero particolare, ma che può stravolgere un intero mondo.
Grazie Baby Evert ,per aver lasciato che ti uccidessero, facendo così rotolare inesorabilmente quella lucida palla forata.
Glenda Gurrado
Lello Gurrado, La scommessa, Marcos y Marcos, 255 pp., 15 euro















