Un libro indimenticabile. L’ho letto per la prima volta circa 16 anni fa, ho sfogliato le sue pagine un’infinità di volte, e non ho mai smesso di emozionarmi. Non conoscevo il fantasy e grazie a questo romanzo mi sono appassionata al genere: probabilmente, avvicinarmi a questo tipo di letteratura attraverso una storia familiare mi ha reso più facile accettarne gli elementi tipici (la magia, ad esempio), che la Bradley inserisce nella trama con estrema abilità.
Le nebbie di Avalon è un’incredibile rivisitazione del ciclo arturiano: l’autrice narra, in un alternarsi dei punti di vista dei personaggi femminili (dai più noti a quelli che nella saga arturiana erano figure minori), gli intrecci storico-fantastici legati alla figura di re Artù.
Ammetto che leggere questa storia dal punto di vista di Morgana è stato insolito, ma questa è di certo la caratteristica più originale del romanzo. I prodi cavalieri della Tavola Rotonda sono comprimari in una trama tutta incentrata sulla personalità sfaccettata e complessa di quello che tradizionalmente è considerato un personaggio negativo e oscuro. Nella versione della Bradley, Morgana rappresenta una Britannia tormentata, sospesa tra le antiche religioni celtiche e il nuovo ordine portato dalla religione cristiana, che vive con passione le contraddizioni di questo ruolo, mentre attorno a lei prendono corpo gli eventi che porteranno Artù al potere per poi precipitarlo nella rovina. La strega delle antiche leggende diventa un personaggio umano e ricco di sfaccettature: sacerdotessa, maga, regina, amante, sorella, allieva e, infine, rappresentazione stessa della Dea Madre. Sconvolgente, se avete sempre visto il ciclo arturiano come la somma delle avventure eroiche di Artù, Lancillotto e compagnia.
Per quanto riguarda lo stile, l’autrice ha una scrittura intensa e coinvolgente, crea personaggi dal profondo spessore psicologico, descrive paesaggi indimenticabili, ricostruisce con cura il contesto storico, insomma, mescola egregiamente fantasy, storia e mito. Il romanzo avvince, emoziona, e se proprio devo trovargli un difetto, potrei dire che nella parte centrale il ritmo della narrazione rallenta rispetto al resto della storia, ma comunque senza appesantire la lettura.
Lasciate, dunque, che le nebbie si dissipino davanti ai vostri occhi e fatevi trascinare in un mondo in cui le spade scintillano sui campi di battaglia e le Sacerdotesse della Dea risplendono candide sotto i raggi della luna. Benvenuti ad Avalon.
Molly Greenhouse (Monica Serra)
Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon (Ciclo di Avalon), TEA – I Grandi,2009, 12,00 €
















Concordo pienamente con la recensione…è un libro che io (lettore occasionale) ho letto in 5 giorni!!!Strabiliante e avvincente tutta la saga, non solo questo libro, anche se, ovviamente, è il libro meglio riuscito.
Da fan del fantasy e soprattutto della Zimmer, ti consiglio di leggere anche gli altri libri del ciclo poichè definiscono piccoli dettagli utili per comprendere al 200% la storia delle “nebbie”.
Letti, tutti, e anche altri della Bradley (di cui il capolavoro è indubbiamente questo libro)…amati, inseguiti e nostalgicamente ricordati con questa recensione i suoi personaggi….un’esperienza davvero fantastica.
Beh beh, non sapevo proprio l’Azzurra fosse una segreta amante del fantasy… :)
Assolutamente d’accordo sul fatto di leggere l’intera saga. e soprattutto quello che può essere considerato il prequel, “Le luci di Atlantide”.
ogni tanto è belli immergersi in un polpettone fantasy, molto spirituale per alcuni tratti e decisamente avvincente. Non è il mio libro preferito me è comunque degno di lode!
Nadia
Wheel of Time rulez!! *_*
…”tutti gli Dei sono un unico Dio e tutte le Dee sono un’unica Dea”…