Per festeggiare il centocinquantenario dell’Unità d’Italia le iniziative si sono sprecate, anche in campo editoriale. Un paio di settimane fa è uscita un’edizione molto bella e seriosa della Elliot di Cosmopolitismo e nazione di Giuseppe Mazzini, per citarne una.
Pochissimi di noi, credo, si sono accorti dell’arrivo in libreria di questo bel libretto rosso di Roberto Mastai, edito Barbès. C’è da dire, innanzitutto, che la Barbès, piccola casa editrice fiorentina, gode di una pessima rete di distribuzione – nonostante pare essa sia la RCS – e di inesistenti mezzi di promozione e comunicazione, indi è già difficile recuperare i suoi prodotti in giro (di sicuro li trovate in tutte le Edison Bookstore italiane). Ma la volontà di premiare un piccolo gioiellino editoriale sfugge alle difficoltà di reperirlo nonché di parlarne in tempo, e quindi mi trovo a recensirvi molto lietamente questo pseudo istant book sul centocinquantenario italiano con quasi due mesi di posticipo, perché il libro va oltre essere la sua mera forma (di istant book, che in effetti non è) e resta attuale anche oggi, grazie alle interminabili tragicomiche vicende della politica italiana.
Roberto Mastai è un artista bolognese che di solito lavora con la Barbès, disegnando le copertine e creando le illustrazioni dei suoi libri. Pagina dopo pagina, egli mostra una galleria caricaturale dell’attuale Governo: le mignotte, le parolacce, l’antropologia che passa per la tv, le barzellette scadenti, l’opinione che l’America ha di noi, i ministri dubbiosi. I disegni colorati e scarni sembrano molto più mostri che persone.Va bene, sono caricature, ma qualcosa di angosciante ce l’hanno. Il contrappunto scritto delle vignette – che sia didascalia, titolo o geniale battuta comica – è carico della verve intelligente e appuntita del suo autore tanto quanto esplicativi e grotteschi sono i suoi disegni. Denti affilati, organi sessuali in bella mostra, sorrisi fintissimi, vortici e linee geometriche degne dei peggiori incubi picassiani, abbondano e scandiscono i passi incerti dell’Italia. Compaiono anche Mora, Fede, Fini, Gheddafi e le sue nipoti, vere o presunte. Mentre qualcuno potrebbe già insorgere gridando al solito attacco dei comunisti, Mastai non lesina critiche neanche alla sinistra (dov’è? in fondo, a destra; le primarie: troie, escort o elezioni?) e neanche al fantomatico Terzo Polo – anzi, Terzo Pollo. Qualcuno ha paura “sia come che come”, l’Italia resta confusa, “un po’ in acido”, il suo (un tempo bello) panorama disegnato è una donna i cui ricci hanno travolto tutto il corpo, con l’espressione del volto tra l’affranto e lo sconvolto. I 150 anni dell’Italia arrivano, Garibaldi un po’ piange e il paese è tutto rosso, solo di vergogna.
Anche oggi,certamente qualcuno ne dirà una delle sue e qualche altra spaventosa vignetta si potrebbe aggiungere al libro di Mastai, tristemente. L’Italia scappa dagli italiani, chissà se tra altri centocinquant’anni se la saranno ripresa oppure l’avranno lasciata andare, magari accontentando i leghisti. Certo, non credo sia questo che l’autore volesse lasciar intendere. Dietro la sua Italia che scappa, c’è quella che dovremmo riacciuffare, quella rossa di vergogna e anche un po’ di rabbia, quella che riflette anche due mesi dopo i festeggiamenti nazionalisti che poi si buttano nel dimenticatoio.
Se passate da Pratello a Bologna, chiedete in giro di Roberto Mastai. Pare che abiti lì, (quando non è ospite in Slovenia o a Roma o altrove nel mondo), e che regali i suoi disegni e i suoi quadri, oltre ad offrire cene, pranzi e canti. Non viene quasi mai pagato per il suo lavoro, non usa il computer né internet e raramente il cellulare. Pare che l’unico modo per contattarlo sia questo. Forse anche lui sta scappando, ma non dagli italiani, o almeno, non solo. Questa recensione la dedico a lui, perché vorrei che la bellezza e l’arte non scappino dal mondo, men che meno dall’Italia.
Azzurra Scattarella
Roberto Mastai, L’Italia sta scappando dagli italiani, Barbès, 2011, € 8















