In poesia, ho trova
to questa raccolta di liriche del ben noto bolognese Benni Stefano. “Oibò, s’accinge costui a pubblicar poesie?” – Titubai infra me stessa – “ Lui comico e irriverente, di fantasia sempre prospero, sensibile non poco, dona il suo lume a questa ars nicchiae?” Immediatamente, lo volli, e lesta ve ne parlo.
Il corpus librario è suddiviso in sezioni, a seconda del tema dell’ode. Metropolitana, ho rivisto nei blues urbani in cui i periferici personaggi assomigliano a cani barboni. Nei canti di protesta delle poesie per chi non se le merita Benni rivendica sornione i suoi diritti di satiro anche sul padrenostro. Le satirone e le satirette sono ispirati a illustri personaggi cui il nostro diventa mimo sagace. Fotografie per immortalare momenti passati, vita vissuta ed immaginata dell’autore, insieme a ritratti brevi di personaggi e amici; e dulcis in fundo, si va in Giamaica (retorica, naturalmente).
Le rime del Lupo Benni incalzano il lettore, sospinto in un paradiso di versi in cui non mancano gli elementi tipici del suo scrivere: ironia, intelligenza, ilarità, idiozia, irrealtà, irreprensibilità. Lo stile ondeggia col giusto passo tra impegno civile e disimpegno sociale, l’etica del narratore si mescola all’estetica del poetante in un connubio ideale e perfetto.
Ah, rapimento estatico!
Vi saluto col godimento di alcune sue:
Vacanze socialiste
Craxi stava all’ombra
e disse al Signorile
“vada a prendere il sole
e me lo porti qua sotto
se no mi scotto”
Signorile obbedì
anche in vacanza c’è gerarchia nel PSI
I miti crollano
Mi sun alpin
me piase el Gin
perché anche in degli alpin
gh’è qualche checa.
Azzurra Scattarella,
Stefano Benni, Prima o poi l’amore arriva, Feltrinelli, € 6,50















