Dopo Tennis, tv, trigonometria e tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più) posso ribadire il mio sconfinato amore per David Foster Wallace.
Avete presente il ben noto desiderio di chiacchierare con i nostri autori preferiti? Di stringere loro la mano e ascoltare dalla loro voce qualsiasi cosa purché nel loro inconfondibile modo di raccontare? Ecco, moltiplicatelo per dieci e vi avvicinerete a capire quanto davvero Wallace sia in grado di catturare il lettore. Questo non è un romanzo né una raccolta di racconti ma finora – e sarò lieta di smentirmi dopo aver letto il titanico Infinite jest – credo che D.F.W. dia il meglio di sé proprio nei saggi.
Farsi spiegare la geometria dei campi del Midwest minacciati dai tornado, i segreti dei tornei di tennis e l’influenza dei programmi televisivi sui narratori contemporanei potrebbe sembrare una noia ma vi assicuro che Wallace possiede qualche formula magica per parlare al lettore di ciò che tutti conoscono ma su cui non sanno riflettere.
Per non parlare dell’aria svagata da cronista-per-caso che assume nel parlare di una fiera del bestiame e dal suo divagare mentre dovrebbe scrivere un articolo sulle impressioni raccolte sul set di un film di Lynch.
In effetti ciò che rende questo autore così grande è proprio la sua capacità di divagare, di rendere estremamente interessanti le sue note, i punti in cui parla in sordina e quasi sussurrando proprio a te che leggi in quel momento.
Carlotta Susca
D. F. Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più, 1999, Minimum fax, 317 pp., 15,50 euro















Ho ancora sul cassetto “La ragazza dai capelli strani”, ma sentir parlare te di Wallace non rischia di crearmi un’aspettativa eccessiva?
In bocca al lupo per il blog (di cui non mi avevi detto nulla…)!
Con David non c’è aspettativa che possa avere come effetto la delusione, garantito! è meraviglioso