“Tutto e di più. Storia compatta dell’∞” – David Foster Wallace

tutto e di piùTUTTO, E DI PIÙ: FORSE TROPPO PER I PROFANI DELLA MATEMATICA

Sì, David Foster Wallace è una specie di letterato rinascimentale: si interessa di un mucchio di cose. Fra cui la matematica dell’Infinito (∞), in un saggio tutt’altro che superficiale.

Purtroppo il lettore medio che si sforzi di leggere quanti più romanzi e saggi e di tenersi informato sulle tendenze letterarie contemporanee, questo lettore che ama comprare più libri di quanti riesca a leggerne proprio per il gusto di avvicinarsi di più all’Infinito, be’ non necessariamente ha avuto tempo di coltivare l’hobby della Matematica. Ergo pur accostandosi con fiducia e con le migliori intenzioni a questo testo è molto probabile che non se ne cavi nulla, a parte l’ennesima conferma della grandezza di Wallace.

Il Nostro rende le cose le più semplici possibile, inserisce Interpolazioni, Glossarietti di Emergenza e Note “Nel Caso Vi Interessi (NCVI)”; costella il testo di esempi comprensibili (ad esempio: “la differenza fra Zero e Nulla è che prende 0 uno studente che sbagli il compito di Matematica al Liceo, Nulla chi non lo sostenga” …Io propenderei per il nulla, allora), tuttavia la selva di simboli matematici e frazioni ed operazioni è difficilmente attraversabile per chi abbia optato per studi umanistici. È probabile dunque che ∑, ∫, ∩, א complichino un po’ la comprensione.  L’unica certezza alla fine della faticosa lettura (ribadisco: non è colpa di Wallace, la rende piacevole nei limiti delle nostre capacità di comprensione) è che l’∞ è un problema affascinante e misterioso, e che forse è più semplice imbarcarsi in un commento della poesia di Leopardi.

Carlotta Susca

Wallace, D.F., Tutto, e di più. Storia compatta dell’∞, 2005, Codice Edizioni, Torino, 251 pp., 25 euro

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