“Di luce ed oscurità” – Fabio Guida

Parabola di un’avventura fantasy che risente in modo prepotente dell’influsso tolkeniano, de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George R.R. Martin e dell’amore per la cultura egiziana e celtica (così apparentemente lontane eppure così indispensabili per la creazione di un’opera imponente e a tratti pretenziosa) quella che l’autore, Fabio Guida, 31enne barese alla sua prima pubblicazione, traccia in quasi 500 pagine.

Trama assai complessa, quasi epica, che vede l’avvicendarsi sulla scena di due personaggi contrapposti e complementari: il giovane mago Kellendor, mosso da senso di giustizia e desiderio di vendetta, e il necromante Neferth, la sua nemesi, eppure impossibile da considerare un antagonista puro.

La chiave di lettura del romanzo di Guida è la scelta, mai tanto difficile, fra il Bene e il Male. L’autore riesce, difatti, a instillare nel lettore il dubbio della parzialità della propria decisione: come si legge nel settimo capitolo, la vicenda si avvita, appunto, sullo scontro «fra due uomini, fatti entrambi di luce ed oscurità» e «sia in Neferth che in Kellendor c’è molto di entrambe».

Se gli scenari sono di pura invenzione, la magia non è l’elemento preponderante della storia e molto di umano vi è nelle personalità dei protagonisti e nelle ragioni che muovono l’uno a sfidare gli dei e l’altro a combattere quello che è considerato un nemico del Nemiòn.

Ampia la teoria di personaggi che ruotano attorno ai due, talvolta semplici comparse, altri maggiormente approfonditi, anche dal punto di vista psicologico. Tuttavia trapela nell’opera di Fabio Guida un senso di incompiutezza e di non detto, quasi che l’esitare eccessivamente sui dettagli descrittivi vada a detrimento di un ritmo narrativo più incalzante e un’attenzione alla cura della fluidità scrittoria. Di luce ed oscurità – va detto – pecca di una certa mancanza di omogeneità stilistica, che rende la lettura a tratti faticosa, ma mai sgradevole e quasi confidenziale.

Nota dolente – solo parzialmente imputabile all’autore – è la scelta di una casa editrice, la Albatros, che notoriamente dedica una cura pressoché nulla nella revisione del testo, lasciando in questo caso al lettore un’opera che è un diamante grezzo, costellata di refusi e necessitante l’intervento di un buon editor che possa valorizzarla pienamente.

Se, infatti, Guida scrive un romanzo con delle ottime intuizioni, indugia anche in ingenuità narrative e stilistiche, che però non ne offuscano la potenzialità a livello editoriale.

Angela Pansini

Fabio Guida, Di luce ed oscurità, Edizioni Albatros, pp. 492, Euro 21,50

3 commenti a ““Di luce ed oscurità” – Fabio Guida”

  1. Megan says:

    Recensione interessantissima e ben fatta. Angela Pansini non indugia sulla trama del romanzo, ma si sofferma sullo stile dell’autore e sulle pecche dell’opera, con critiche costruttive.
    Sono molto incuriosita dai lavori di giovani autori al loro esordio e ho deciso di leggere questo libro soprattutto in seguito a questa recensione.
    Ho delle remore sull’editore per gli stessi motivi di cui si parla qui e spero, per una volta, da essere smentita da una lettura piacevole e meritevole di pubblicazione.

  2. Malika says:

    Ottima recensione. Ma l’autrice è stata forse eccessivamente indulgente con un romanzo che io ho trovato mal scritto e mal concepito. E’ difficile perdonare a un autore le tante, troppe imperfezioni che ho trovato leggendo questo libro, stentando ad arrivare alla fine e tirando un sospiro di sollievo appena giunta a pagina 492.

  3. Angela Pansini says:

    Ringrazio anzitutto per i complimenti; è sempre bello sapere di aver fatto un buon lavoro e, con le proprie parole, aver invogliato qualcuno a leggere un libro.
    Mi rivolgo ora a Malika.
    Personalmente alle stroncature ho sempre preferito le critiche costruttive, le trovo decisamente più utili.
    Nel caso di ‘Di luce ed oscurità’ entra in gioco la variabile dell’inesperienza dell’autore, di cui ho tenuto conto leggendo il romanzo e scrivendo questa recensione. Se Guida avrà l’umiltà e di seguire gli spunti che gli sono stati dati qui e altrove, se avrà l’intelligenza di fare tesoro e sfruttare le critiche e soprattutto avrà la capacità di mettere in pratica i consigli ricevuti, potrà realizzare in futuro un buon prodotto, anche più godibile del suo primo lavoro editoriale.

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