“Lo Hobbit” – J. R. R. Tolkien

Sarebbe stato semplice, e forse un po’ banale, recensire Il Signore degli Anelli, l’opera magna di Tolkien, il capolavoro che ogni amante del fantasy ha tra gli scaffali della propria libreria e sul quale sono stati scritti fiumi di parole.

Pertanto, ho scelto di presentare questo Autore parlandovi del libro in cui tutto ebbe inizio.

L’ho immaginato spesso, il professor Tolkien, annoiato dalla correzione dei compiti dei suoi studenti, sollevare per un lungo istante lo sguardo dal foglio che ha tra le mani. Mordicchia una matita e si perde nella contemplazione della verde campagna inglese che vede oltre le finestre. Distratto, annota una frase nell’angolo di un foglio: “In un buco del terreno viveva uno Hobbit.”

Tutto ha la sua origine in questo incipit. Lo Hobbit è una storia senza tempo, ambientata nell’universo fantastico che Tolkien farà esplodere in tutta la sua magia nel Signore degli Anelli.

Introdotto in una specie di lunga favola, il lettore conosce così i piccoli Hobbit della Contea, “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, abitanti della Terra di Mezzo al fianco di mostri, creature fantastiche e razze leggendarie.

Uno hobbit, un mago, un gruppo di nani, un drago, un tesoro: mescolate questi ingredienti, aggiungete un po’ di avventura, e avrete una storia fantastica che parla di amicizia e coraggio, una favola deliziosa e ironica in cui il lettore viene catapultato come in un sogno.

Il romanzo scorre in modo piacevole, scritto con uno stile fluido e molto più semplice di quello che Tolkien adotterà nel corposo seguito, narrato come una favola fin dalle prime righe. E come in ogni favola che si rispetti, credo che in questo libro si possa leggere un insegnamento morale, che l’Autore affida al nano Thorin nelle pagine finali. Parlando a Bilbo, il nano dice: “In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto.” Un messaggio attuale, direi, che va oltre l’immaginario e riflette una critica concreta al mondo moderno.

Ascoltate il mio consiglio: anche se non conoscete il genere, leggete questo libro. Resterete impigliati nella rete fantastica tesa dall’Autore e probabilmente non riuscirete a rinunciare al lungo viaggio nel vasto mondo di Tolkien.

In questo romanzo, infatti, tra le altre cose, durante la sua avventura Bilbo Baggins sottrae a Gollum il magico anello che sarà poi al centro della saga principale.

Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli.”

Come si fa a non continuare per sapere come la storia andrà a finire?

Monica Serra

J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi, 1997, € 7,75

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