“Il libro di legno” – Gian Mauro Costa

Perché negare contro ogni evidenza di essere in possesso di qualcosa di presumibilmente innocuo e di non grande valore economico? È da una semplice, ovvia domanda che l’intreccio di questo avvincente giallo si dipana, perché a volte sono i quesiti più scontati, quelli la cui risposta sembra lampante, i meno chiari, quelli dai retroscena più squallidi ed avvilenti.

Alla morte del padre, docente universitario noto e stimato, la figlia Cristina, “una donna sui trentacinque o quarant’anni a voler abbondare, un metro e settanta di altezza, forme distintamente flessuose, viso grazioso e occhi azzurri, capelli castani”, decide di ingaggiare Enzo Baiamonte, radiotecnico che arrotonda come investigatore privato “specializzato in casi di infedeltà coniugale, ritrovamenti e recupero crediti”, per chiedergli di recuperare una serie di testi, all’apparenza per nulla pericolosi, che mancano dalla biblioteca del padre e che lui aveva fatto temporaneamente sostituire con delle copie in legno su cui aveva apposto delle targhette per ricordare titolo, autore e il nome della persona a cui erano stati dati in prestito. Niente di più semplice, allora: basterà seguire le indicazioni per ritrovare i preziosi tomi. In realtà, però, un muro di omertà bloccherà le velleità di Baiamonte di compiere un lavoro semplice e poco faticoso; rintracciati gli individui a cui i testi erano stati affidati, infatti, si renderà conto che assurdamente costoro dichiarano con energia di non saperne nulla. Perché negare di essere in possesso di un libro? Perché non poter ammettere, al limite, di averlo smarrito, rovinato, distrutto? Cosa c’è dietro questo caso che, ad uno sguardo superficiale, sembrava di facilissima risoluzione? Sarà Baiamonte, personaggio complesso e mutevole, ombroso ma di natura buona, afflitto da una domestica appassionata di Paolo Conte e da una fastidiosa, spinosa solitudine, il prescelto per portare alla luce la soluzione.

La scrittura di Gian Mauro Costa è un caleidoscopio di immagini, colori, umori. A volte la sua vocazione al gioco pirotecnico, all’immagine complessa e studiata, alla descrizione non convenzionale, alla metafora ricercata può un po’ stancare, ma in generale Il libro di legno è un giallo ben strutturato, con personaggi sfaccettati e una superba capacità di descrivere con puntualità l’aria della Palermo di oggi.

Maria Di Piazza

Gian Mauro Costa, Il libro di legno, Sellerio editore Palermo, 2010, pp. 297, € 13,00

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