Cosa ci può essere di peggio, per una professoressa di lettere simpatica, moderatamente giovane, brillante e arguta, con un marito, una figlia piccola e chiacchierona e un bassotto, una madre noiosa e una latente tendenza alla depressione e al malumore, che ritrovarsi, il terzo giorno di scuola, già stanca e scocciata, ad ascoltare sgomenta una collega bella ricca & nobile, che esibisce un tatuaggio multicolore e si lamenta dell’esistenza degli animali domestici? Forse essere chiamata da una cara amica in lacrime perché il suo cane è stato avvelenato? E cosa può sorprenderla di più, se non scoprire che la collega tatuata abitava proprio nei paraggi? A volte saltare alle conclusioni è semplicistico e riduttivo, ma terribilmente umano; e mentre le due amiche masticano amarezza, l’antipatica nemica-dei-pet misteriosamente viene trovata uccisa. Panico, sorpresa, pena e curiosità: un mix di sentimenti sgradevoli per la “profia”, che si ritrova invischiata in una storia nebulosa e poco comprensibile. A complicare la situazione, e a rischiare di far traballare un ménage già affaticato, si inserisce un poliziotto affascinante e sicuro di sé, che la copre di domande, attenzioni, gesti galanti e sospetti. Bugie, paure, reticenze, parole non dette, indizi non rivelati: individuare l’assassino non sarà facile.
La collega tatuata è il primo romanzo della serie dedicata da Margherita Oggero alla “profia” arguta e cinica, dolce e attenta, interpretata, in tv, da Veronica Pivetti; un personaggio complesso e ben strutturato, quello di una quarantenne appassionata del suo lavoro ma stanca di avere a che fare con colleghi saccenti e tronfi, innamorata della figlia Livietta ma capace di vederne limiti e capricci, in crisi col marito senza lasciarsi travolgere da rabbia e sarcasmo, esasperata da una madre anziana e irritante ma piena di affetto e tenerezza per lei. Un personaggio completo, capace di una gamma di sentimenti ampia e variegata, che lo stile della scrittrice, graffiante e duro ma venato di ironia, mette in luce molto bene. Quelli della Oggero sono gialli dalla trama fitta e compatta, disseminata di indizi visibili ad un occhio attento; sono romanzi ben orchestrati nei quali anche i comprimari giocano un ruolo di spicco, rendendo piacevole e credibile l’intreccio.
Maria Di Piazza
Margherita Oggero, La collega tatuata, Mondatori Oscar Best Sellers, 2003, pp. 190, € 9,50
















