“La perversione del male” – Valeria Giaccio

Si vede il cadavere della decima donna, prima che l’identità del serial killer venga scoperta, e tutte le vittime sono posizionate in modo da rievocare l’Incubo di Füssli.

In un thriller italiano (ma ambientato a New York) si verifica quanto l’immaginario visivo (e televisivo) statunitense sia egemonico nell’àmbito della letteratura che in Italia è definita “gialla” – dal colore delle copertine Mondadori che hanno importato nel nostro Paese il romanzo con assassino.

Le spiegazioni tecniche sono molto precise e puntuali, ne La perversione del male di Valeria Giaccio, napoletana al suo primo libro: nozioni entomologiche e anatomiche abbondano, ma il ripetersi identico delle modalità degli assassinî rende un po’ ridondante la descrizione della scoperta dei corpi di donne sempre bellissime. L’altrettanto – ancor più – bella detective Stiles e le meravigliose donne che la circondano si impegnano per 217 pagine nella ricerca di indizi fino all’epilogo, un po’ affrettato. Seguendo Nicole – Nic – Stiles la si trova determinata, dura, ma anche capace di continui atti di altruismo, non utili ai fini della risoluzione del caso e il cui inserimento è finalizzato a rendere la personalità della detective complessa e sfaccettata: le sue capacità intuitive sono accresciute da una accennata, e non sviluppata, competenza sovrannaturale, che solo in un’occasione le consente di percepire le voci della vittima, non in grado, però, di fornire indizi utili ad impedire le morti successive.

Il riferimento all’Incubo di Füssli non è l’unico richiamo artistico, infatti, fra gli altri, si scopre anche una Nic dormiente simile all’Ofelia di Millais.

Il romanzo ha un ritmo serrato, sostenuto da una struttura grammaticale che spesso omette il soggetto, e si legge rapidamente; il lettore è spinto a seguire Nic nelle sue notti insonni, nella sua indecisione fra il coroner innamorato e il redivivo padre di sua figlia Alexis, nel suo sostegno incondizionato alla sorella ed alla sua compagna, nelle spiegazioni impeccabili delle proprietà dei fiori di Bach, ulteriore firma dell’assassino.

Carlotta Susca

Valeria Giaccio, La perversione del male, Grauseditore, 217 pagg., euro 13,50

Un commento a ““La perversione del male” – Valeria Giaccio”

  1. marcellina says:

    io trovo che le descrizioni dei delitti siano efficaci e molto tecniche per questo hai dovuto faticare molto, non è facile scrivere di alcune cose, e poi nic oltre alle doti sovrannaturali “mai sviluppate” rappresenta la forza e la consapevolezza che ognuno di noi a volte non riesce a risvegliare…a mettere in pratica un gesto o una parola…che … Mostra tuttoper quanto semplice nella modestia del suo linguaggio ha tanto da dire più di centinaia di parole…poi si “copiano” tante stupide cose americane…l america ha tanto più di noi perciò dobbiamo leggere i gialli americani!!!

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