“1602” – Neil Gaiman, Andy Kubert

Fra l’ottobre 2003 e il maggio 2004, la Marvel Comics mette nelle mani di uno dei più grandi scrittori di fumetti del mondo, Neil Gaiman, l’intero suo universo di personaggi. Nasce così 1602, la miniserie in tre volumi (due scritti da Gaiman, il terzo da Greg Pak), disegnata da Andy Kubert, che nel solco dei ‘what if…?’ della Casa delle Idee, risponde alla domanda: cosa sarebbe successo se gli eroi Marvel fossero stati presenti durante la prima colonizzazione europea del Nord America?

In questa sede ci soffermeremo solo sui primi due volumi, in quanto il terzo si limita a tenere d’occhio le vicende accorse alla colonia di Roanoke, dopo quelle narrate nei primi due. Infatti, nonostante le copertine degli albi di questa terza raccolta siano disegnate dall’immortale Sergio Toppi e nonostante la consulenza artistica di Neil Gaiman, la vicenda è sicuramente inferiore ai primi due.

La trama di 1602 si snoda sullo sfondo di Roanoke, leggendario avamposto dei coloni inglesi dove, alla fine del XVI secolo, nacque Virginia Dare, la prima figlia del Nuovo Mondo, sulla cui figura storica aleggiano varie leggende.

Ci si trova così al termine del Siglo de Oro, durante guerra tra Spagna e Inghilterra, coinvolti nell’azione di sir Nicholas Fury (ispirato a Nick Fury) e di Stephen Strange (alter ego del Dottor Strange) presso la corte di Elisabetta I; qui si attende l’arrivo dell’ultimo Gran Maestro dei Templari, recante il famoso Tesoro, una potentissima arma forse in grado di aver ragione degli inquietanti fenomeni atmosferici che da Roanoke si stanno diffondendo in tutto il mondo, dopo la comparsa del Precursore, un indiano dalla pelle bianca e dai capelli biondi, che tutti chiamano Rojhaz (alias Capitan America).

A onor del vero 1602 è stato accusato di anti-cattolicesimo, poiché tratteggia a tinte nerissime l’operato dell’Inquisizione spagnola – nella finzione della graphic novel persecutrice degli Esseri Occulti (ossia gli X-Men) – e presenta una Chiesa cattolica corrotta, antigiudaica, persino antisemita (c’è anche un’allusione al controverso caso ottocentesco di Edgardo Mortara).

In realtà in 1602 si apprezza – anche grazie alle realistiche tavole a colori di Kubert – un intricato ordito narrativo che coinvolge Storia e fantastoria e dà vita a un gioco in cui il lettore è chiamato a scoprire l’identità celata degli eroi Marvel, che operano, in un labirinto temporale di rara complessità, gomito a gomito con le più importanti figure storiche della fine del Cinquecento.

Angela Pansini

Neil Gaiman (testi), Andy Kubert (disegni), 1602, Ed. Marvel Italia in collaborazione con Panini Comics, pp. 188, 10 euro

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