“Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” non è un libro per bambini

Se pensate che Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll sia solo un libro per bambini a causa dei suoi personaggi e situazioni fantastiche, vi state sbagliando di grosso. È vero, non esistono conigli bianchi che indossano panciotti colorati, hanno in mano un orologio e vanno di fretta perché “è tardi”. I bambini non diventano giganti e con le loro lacrime non creano stagni in cui gli animali possono annegare. E non si festeggiano “non compleanni” con lepri e cappellai matti (anche se l’idea potrebbe essere allettante per alcuni di noi).

La storia di Alice viene ancora oggi letta ed apprezzata anche dagli adulti perché contiene numerosi riferimenti culturali, giochi di parole, proverbi e figure retoriche. Ad esempio, il personaggio della regina di cuori che vuole tagliare la testa a chiunque sia contro di lei non è altro che una critica che Carroll fa alla monarchia del suo tempo. Il cappellaio matto, invece, rappresenta i cappellai che all’epoca avevano allucinazioni e sintomi psicotici perché venivano intossicati dai preparati di mercurio che utilizzavano.
Per quanto riguarda i giochi di parole, il romanzo è costellato di meravigliosi esempi linguistici e logici di nonsense: parole insensate vengono utilizzate in modo apparentemente sensato e, al contrario, parole sensate vengono usate in modo apparentemente insensato. Troviamo un esempio linguistico di nonsense nel capitolo IX, quando la Duchessa consiglia ad Alice di “badare al senso e i suoni baderanno a se stessi” (in inglese “take care of the sense and the sounds will take care of themselves”).
A primo impatto, questa frase sembra avere senso: quando si ha qualcosa da dire, le parole vengono fuori da sole. In realtà, qui Carroll ricorre al nonsense sostituendo le due ‘p’ in due ‘s’ nel proverbio inglese “take care of the pence and the pounds will take care of themselves”, il cui significato è “abbi cura degli spiccioli e le sterline si accumuleranno da sole”.

take care of the pence and the pounds will take care of themselves ≠ take care of the sense and the sounds will take care of themselves

Se da un lato i giochi di parole possono creare delle incomprensioni tra i personaggi, dall’altro dilettano il lettore, che si vede piacevolmente coinvolto nella trasgressione che diventa norma e in una divertente follia che sembra appartenere non solo ai bambini, ma anche agli adulti.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie si incentra sul concetto di crescita, racconta un viaggio durante il quale si impara quali sono i propri spazi.
Nel corso della sua avventura, Alice si rimpicciolisce perché sta cercando un modo per rimanere “piccola” senza essere schiacciata dal mondo dei grandi e diventa gigantesca perché crescendo dovrà prendere delle decisioni, dovrà giudicare ed essere autoritaria. Il paese delle meraviglie le permette di abbandonare uno stato di noia e di indolenza e di imparare cose nuove, di guardarsi intorno e di ragionare con la sua testa. Il suo atto di coraggio sta nel dire alla regina di cuori quello che pensa e nel dare la sua visione delle cose. Quando si sveglia, Alice è sì tornata alla sua vita normale e noiosa, ma è finalmente cresciuta perché ha offerto a se stessa nuove possibilità, nuovi punti di vista, nuove occasioni di crescita.

Per tutti questi motivi, il capolavoro di Carroll è ancora oggi letto con piacere non solo dai bambini, ma anche dagli adulti. Alla fine siamo un po’ tutti come Alice: abbiamo le nostre idee e difficilmente accettiamo opinioni contrarie. Dovremmo invece esplorare nuovi orizzonti, dare spazio a nuove possibilità ed entrare in quel paese delle meraviglie che senza dubbio ci permetterà di crescere e ci arricchirà.

Quindi, se non avete già letto questo libro, fatelo subito. Se l’avete già letto, beh, rileggetelo. In ogni caso il team di bab.la e i redattori di Temperamente.it vi assicurano che non ve ne pentirete. Buona lettura!

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