Fondazione LIA: libri accessibili per tutti!

Qualche tempo fa vi avevamo parlato di Falvision, editore che pubblica testi contemporanei per non vedenti (qui l’intervista); oggi vi proponiamo l’intervista a Cristina Mussinelli, Segretario Generale di Fondazione LIA, che si propone di rendere la lettura accessibile alle categorie deboli.

Da cosa nasce la fondazione Lia e da chi è composta?
Fondazione LIA è una realtà no profit nata nel 2014 per aumentare l’accesso ai prodotti editoriali da parte delle persone non vedenti e ipovedenti utilizzando in modo innovativo le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica e dagli e-book. Fondazione LIA svolge attività di formazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca per promuovere l’adozione dei principi di accessibilità, integrazione e socialità nel mondo del libro, con la costante collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Attualmente, oltre all’Associazione Italiana Editori, sono soci della Fondazione 14 case editrici e una piattaforma di prestito bibliotecario.
L’obiettivo della Fondazione è quello di coinvolgere i 362 mila non vedenti e gli 1,5 milioni di ipovedenti italiani nelle dinamiche del mercato editoriale, offrendo loro la possibilità di accedere agli stessi titoli, negli stessi modi e tempi di un qualunque altro lettore, come recita il nostro Manifesto.

Saprebbe citarmi un caso letterario (intendo il più letto e conosciuto, magari un po’ a sorpresa) tra i libri accessibili di cui disponete?
Sul catalogo di Fondazione LIA trovano posto quasi 18 mila titoli di narrativa e saggistica. È veramente difficile individuarne uno specifico! Le parole di Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus, spese durante il lancio del sito www.libriitalianiaccessibili.it nel 2013 incarnano perfettamente la nostra filosofia a proposito di questo tema: “ Vorrei che il mio catalogo fosse il catalogo di tutti. Vorrei poter scegliere come tutti. Non vorrei essere limitato tra libri fatti apposta, ma leggere libero come fanno tutti”.
Lavoriamo per fare in modo che le persone con disabilità visiva possano accedere al maggior numero di titoli possibili, scegliendo tra tutto quello che il mercato propone: dalle novità ai classici, dalla narrativa alla saggistica, ai libri per ragazzi. Ogni mese il catalogo si arricchisce di più di 400 nuovi titoli.

Mi parli dei Reading al buio: chi li tiene, chi vi partecipa, quali sono i temi e soggetti.
I Reading al buio sono una delle attività a cui siamo più legati. Si tratta di un format particolare che abbiamo messo a punto per raccontare, attraverso un’esperienza coinvolgente ed emozionante, i nostri principi. Durante il Reading al buio un autore si alterna nella lettura di brani tratti dai sui libri con un lettore con disabilità visiva che prosegue la lettura leggendo l’e-book accessibile LIA in diverse modalità: ingrandendo i caratteri, utilizzando il display braille oppure con la sintesi vocale. Il Reading al buio testimonia in diretta il cambiamento messo in atto da LIA, grazie a cui tutti possono leggere ciò che vogliono, come e quando vogliono. Negli ultimi anni sono stati tantissimi gli autori che hanno partecipato: per citarne alcuni, Antonio Manzini, Gianrico Carofiglio, Andrea Vitali, Alessia Gazzola, Michela Murgia, Marco Buticchi, Chiara Gamberale, Giuseppe Festa. Fondamentale la presenza dei lettori che collaborano con noi, Elisabetta Corradin, Manuele Bravi e Antonino Cotroneo per citarne alcuni.
Il modo migliore per raccontarvelo è lasciare spazio alle parole di Antonio Manzini a riguardo: «Sono stato alla Fondazione LIA, “leggere con le mani e con la voce” e sono stati letti alcuni brani di un mio libro, un altro splendido della Murgia e quello toccante e sconvolgente di Biondillo. C’erano due ragazzi che leggevano. La loro voce che risuonava in quello stanzone enorme ha dato vita ai personaggi, ai dialoghi, alle descrizioni. Ci hanno fatto vedere trincee, l’Africa, abbiamo visto la musica e la gelosia e una badante rumena sola in una Roma senza pietà. Leggevano da Dio, e lo facevano con l’anima e con le mani, perché quei due ragazzi non vedevano. E ci hanno regalato una vista mozzafiato

Leggere è una delle cose che più amiamo al mondo e probabilmente molti di noi non hanno mai pensato a quelli che, sfortunatamente, non possono farlo per motivi indipendenti da loro stessi.

Gli italiani, come confermano anche gli ultimi dati Istat sulla lettura, non leggono o leggono davvero poco. Vale anche per i diversamente abili?
Assolutamente no. Un’indagine del 2011, unica anche a livello internazionale, sulle abitudini di lettura di ipovedenti e non vedenti, condotta per conto dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità) da Doxa ha evidenziato come le persone con disabilità visiva, al di là di come leggono, sicuramente leggono tanto: in media 9 libri in un anno, tre volte in più della media dei lettori vedenti. Il 59,1% di non vedenti e ipovedenti ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti (contro il 46,8% della media della popolazione italiana).

Crede che l’editoria che Fondazione Lia sostiene e promuove possa offrire dei “consigli” e insegnamenti all’editoria classica? Se sì, quali?
Il lavoro di Fondazione LIA è stato e continua a essere possibile grazie al supporto di numerose case editrici che continuano a dimostrare la propria responsabilità sociale. Gli editori che aderiscono alla Fondazione investono tempo e risorse per adeguare i loro processi produttivi così da produrre EPUB accessibili, in primis per garantire pari possibilità a tutti i lettori, ma si sono anche resi conto che con l’accessibilità si può anche migliorare la qualità dei loro prodotti digitali. Non possiamo che essere orgogliosi di quanto fatto negli anni con la loro collaborazione!

Se un lettore/lettrice volesse fare qualcosa con/per voi, cosa potrebbe fare?
Al momento non abbiamo in essere attività strutturate di volontariato, ci piacerebbe però poter nel tempo coinvolgere anche lettori e lettrici. È però possibile sostenere le attività di promozione della Fondazione attraverso una donazione a partire dal sito o attraverso il 5 per 1000.

Lavoriamo per fare in modo che le persone con disabilità visiva possano accedere al maggior numero di titoli possibili. Ogni mese il catalogo si arricchisce di 400 titoli.  

Il 2018 è appena iniziato: ci sono progetti particolarmente importanti che si svilupperanno in questo anno?
Sicuramente Lettori Attivi, una serie di corsi di formazione sulla lettura digitale accessibile, in quattro città italiane grazie al Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo. Stiamo inoltre lavorando ad altri progetti e iniziative che hanno come minimo come minimo denominatore la promozione dell’accessibilità dei contenuti.

Quali sono i prossimi appuntamenti con voi?
Il primo appuntamento dell’anno sarà Tempo di Libri, la Fiera internazionale del Libro che si svolgerà a FieraMilano City dall’8 al 12 marzo 2018 dove organizzeremo dei Reading al buio per ragazzi delle scuole e per adulti e un’area espositiva sulla lettura accessibile. Vi aspettiamo!

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