Intervista a Gianfranco Menghini

E oggi abbiamo l’affascinante Gianfranco Menghini nel nostro salone letterario, pronto a svelarci i segreti de “Il tesoro del lago”-

Gentile sig. Menghini, ci dica come le è venuta l’idea di riscoprire questa fase della storia italiana e internazionale?

Mi suggerì l’argomento colui che al momento era il mio agente letterario: Paolo Ruffilli. Il quale riteneva che avrebbe interessato moltissimo i lettori. Non la pensarono, però, alla stessa maniera gli editori, soliti ad aprire le le porte solo a chi vogliono loro. Vedasi i capolavori che escono  attualmente

Ne “Il tesoro del lago”  si parla molto di guerra e anche di “vita da campo”. Lei ha fatto il militare, e se si, come ha trovato l’esperienza?

Ho fatto il militare per quasi tre anni, ma a Roma al Ministero della Marina. Quindi, salvo le prime istruzioni con le armi, ho esercitato le mie mansioni in un ufficio molto importante collegato con la Nato.  Per il TESORO DEL LAGO mi sono documentato con dei testi specifici sia sulla guerra civile spagnola sia del breve periodo della Repubblica di Salò.

Nel libro, che ho trovato decisamente “maschile”, le donne e l’amore hanno scarsa rilevanza.In effetti l’unico a innamorarsi sembra Menico, ma poi la fortuna smette di sorridergli. Anche lei ritiene che ci si innamori una volta soltanto?

Non poteva che esserlo, decisamente maschile, seppure il romanzo sia infiorettato da brevi apparizioni di donne. Quelle spagnole che in pratica salvano Menico e gli altri due protagonisti del romanzo, la fidanzata di André a Font Romeu che lo lascia perché lui non poteva essere chiamato alle armi e, soprattutto,  Anna, colei che ridimensiona i progetti di Menico, il quale s’immola nella Resistenza bianca per la patria. Si tratta di un romanzo che mette in luce un vero rapporto di amicizia tra tre giovani, uno diverso dall’altro. C’è e mi scuso nel dirlo, una certa introspezione psicologica che, purtroppo sfugge ai più. Ritengo davvero che ci si innamori una volta sola nella vita. Io sono sposato da oltre 44 anni (più due di fidanzamento) e mai mi è venuto in mente di legarmi ad un’altra donna.

Qual è la sua idea sulla politica?(e sottolineo, non da che parte sta!)

La politica attuale non ha alcuna virtù. E’ puro tornaconto personale vuoi il potere, vuoi il vile denaro e il pavoneggiamento. Mi sono spesso domandato come riuscirono nell’immediato dopoguerra i politici di allora a stilare una Costituzione così ben fatta e articolata come la nostra, Tanto è vero che sopravvive ancora, salvo qualche demenziale proposta di volerla snaturare da chi al momento detiene il potere

Lei ha fatto diversi esperimenti letterari pubblicando alcune parti delle sue opere online, dimostrando di non essere, come molti altri suoi colleghi, spaventato dall’importanza di internet nel mondo letterario odierno. Cosa ci dice in merito?

Non voglio fare come la volpe che non riesce a fregarsi l’uva. Ci ho provato moltissime volte, spendendo cifre non indifferenti. Pensi alla confezione di dieci manoscritti per ogni romanzo, alle loro spedizioni (carissime) a  tutti gli editori, che si sono dimostrati  supponenti e maleducati, ad eccezione della Mondadori, che mi restituì ben dieci manoscritti, dicendomi che aveva programmato le uscite per oltre due anni. Senza contare che il primo romanzo I GIORNI DELLA PREDA venne pubblicato dalle Edizioni del Leone di Venezia e avrebbe avuto il successo che si meritava se l’editore avesse avuto un buon distributore. Stava per firmare il contratto con uno di questi, quando impovvisamente morì. Il figlio preferì dedicarsi alla Litotipografia e ancora oggi, a distanza di oltre otto anni, ha ancora in vendita il mio romanzo, pensi, stampato in sole mille copie di cui io ne ho acquistate ben duecento. Poi un altro editore mi pubblicò SETA GREZZA, non mi vergogno a dirlo, a pagamento, ma con la certezza della vendita e il riconoscimento del 15% di diritti d’autore. Mai visti. Condannato dal Tribunale di Roma, sia per questo fatto che per avere pubblicato senza la mia autorizzazione L’ANNO DEL VIRGINIA, si è scoperto fosse “un nullatenente”. L’ultimo, quello che ha edito di il libro di cui si parla, a sentirlo, dice di non riuscire a venderne nemmeno una copia. Insomma, un sacco di problemi. Sperando di aggirare l’ostacolo degli editori italiani, investii un notevole capitale per fare tradurre alcuni romanzi in francese e in inglese. Stesso ambientuccio. Anche gli stranieri, ritenuti a torto migliori degli italiani, esercitavano la buona abitudine (pare siano stati i primi a farlo) di chiedere cifre iperboliche per pubblicare.

Nel 2008 mi feci costruire un sito da uno specialista, per vendere on-line i miei romanzi, ormai diventati sedici. Ottima idea, ma che ebbe poco seguito. Nessuno acquistava anche se tutti leggevano le mie NEWS tanto da arrivare a oltre 3500 visite. Poi, finalmente, la svolta. Scoperta ebooksitalia.com, telefonai all’editore Simonelli, suo ideatore e proprietario. Come convenuto, gli inviai tre romanzi via web, per un’eventuale accettazione. Miracolo: Luciano Simonelli sapeva leggere! Cosicchè ne scaturì un contratto di edizione per tutta la mia produzione. Sto ultimando il diciottesimo.

Credo molto negli ebook per diverse ragioni. La prima è che per un po’ di tempo non avremo concorrenza da parte della majors che non hanno materiale, se non già edito, da immettere in un loro sito in costruzione, poi il risparmio degli alberi e la lettura facilitata attraverso gli ipad o altro in quanto il testo sarà retroilluminato, quindi più chiaro e ingrandibile con la facilità di portarselo appresso e leggere specie quando si è costretti a fare le code e, infine, il costo. Una media inferiore ai 10 euro l’uno quando oggi i libri di carta costano il doppio. A chi dirà che il l’apparecchietto-lettore costa e che con quei soldi avrebbe acquistato chissà quanti libri, rispondo che questo mezzo non serve solo per leggere libri ma ha molte altre funzioni.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Ho un’età in cui non si fanno progetti, ma si ricapitola. Per il momento continuo a scrivere e a deliziarmi del teatrino della vita italiana, in particolare di quella politica, che non ci fa mancare nulla anzi, stimola l’immaginazione e come lei ben sa, fantasia e immaginazione sono le basi primarie per scrivere romanzi. Infatti, ne sto portando a termine uno politico. E, dulcis in fundo, non ho più la noia, le spese e le umiliazioni di dover inviare i manoscritti alle case editrici.

Grazie per la cortesia e la collaborazione. A presto e buona domenica!

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