Intervista a Gianluca Lancieri

Da pochi giorni è uscito il suo libro, che abbiamo recensito in anteprima. Adesso che Gianluca Lancieri è ufficialmente un poeta, ci è sembrato giusto intervistarlo – ironia a parte, abbiamo molto apprezzato le sue poesie ed ecco che abbiamo avviato una conversazione con questa voce originale.

Cosa significa per te essere un poeta oggi, ammesso che ti ritrovi in questa definizione?
Essere un poeta oggi, come ieri d’altronde, per come la vedo io, significa rispondere ad alcune esigenze che provengono da dentro. L’esigenza di una continua ricerca della propria verità, associata all’esigenza espressiva, fa nascere il poeta con i suoi canti.

Hai un passato come cantautore. Ci sono delle somiglianze, e quali, con il “fare il poeta”?
In realtà ho anche un presente e un futuro da cantautore. Lo spettacolo di presentazione della silloge “Amore ho preso un granchio“, contiene poesie tratte dalla raccolta e diverse canzoni estratte dal mio disco d’esordio “Verso me, diverso me”.
Scrivere canzoni o poesie non è proprio la stessa cosa. Ho notato, sempre per una questione di esigenza espressiva, dopo aver scritto molte canzoni, che sentivo il bisogno di liberare i versi dalla melodia. Quando scrivi una canzone, la scrivi sempre in funzione della musica. Se ci pensi, le parole delle canzoni sono prigioniere. La poesia, invece, è libera, ma è musicale e si adatta sempre e comunque a composizioni sonore.

Quando scrivi pensi al verso poetico badando anche alla sua musicalità e ritmo?
Ogni cosa scritta ha un ritmo e una propria musicalità, anche i depliant promozionali Auchan. Personalmente bado molto di più al ritmo di ciò che scrivo.

Quali sono i tuoi riferimenti poetici: gli autori che hai letto e amato, quelli che ti hanno ispirato, quelli che senti vicini?

Di autori amati ce ne sono parecchi, di poeti sicuramente Ungaretti, Montale, Bukowski e molti altri.

Com’è andato il tuo incontro con Miraggi?
Il mio incontro con Miraggi è andato bene, quando Alessandro mi ha scritto in chat: “per me è sì”, ho urlato in casa, per alcuni minuti e i muri hanno tremato.

Ci sono state più revisioni, come si è svolto il lavoro di editing?
Ti dico solo che il libro era già in stampa, e avevo ancora necessità di cambiare parti di composizioni. Ho fatto Impazzire Davide di Miraggi durante l’editing, perché avevo sempre qualcosa da cambiare in bozza. Non c’era mai la definitiva, si trattava di una continua correzione della correzione della bozza. Abbiamo continuato a palleggiarci il file e alla fine siamo andati in stampa per sfinimento. Cambierei ancora delle cose ora che il libro è uscito ma ci penserò nella seconda edizione.

Parlami della realtà di Legione Creativa.
Legione Creativa è un’associazione culturale, uno strumento promozionale a servizio dell’arte e degli artisti. Ci occupiamo di formazione e organizzazione eventi ormai da quattro anni.

So che non ti piacciono i poetry slam, mi spiegheresti il perché?
In buona sostanza perché non mi piace partecipare alle competizioni. Già faccio fatica a competere con me stesso, figuriamoci davanti a quattro letterati che parlano difficile.

Dopo il boom Catalano e la moda del Microfono Aperto, la poesia sta vivendo un periodo abbastanza fortunato, sei d’accordo? A parte l’ovvia prolificità, come ti sembra questo momento?
Gli Open Mic sono sul panorama da diversi anni, almeno su Torino, generalmente si esibivano i cantautori, ora tocca ai poeti. Oggi la poesia è alla ribalta ed è un bene che il lettore si stia avvicinando di più ad essa.

Poeti contemporanei che consigli di leggere, italiani e non.
Consiglio di leggere tutti i poeti contemporanei, e consiglio di leggerli in maniera approfondita, senza dare giudizi affrettati dopo aver letto una sola poesia.

Regala un consiglio a un aspirante poeta!
Se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

Charles Bukowski

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.